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SCOPERTA MAXI FRODE DA 45 MLN A SALERNO: DILUIVANO LA BENZINA ED EVADEVANO IL FISCO


SCOPERTA MAXI FRODE DA 45 MLN A SALERNO: DILUIVANO LA BENZINA ED EVADEVANO IL FISCO
08/07/2008, 12:07

Non solo evadevano le tasse e l'Iva sul carburante, ma riducevano il quantitativo realmente erogato agli acquirenti, aggravando i già pesantissimi effetti dell'impennata dei prezzi del petrolio. Con l'operazione denominata "Pieno d'Oro", la Guardia di Finanza ha fatto luce su una organizzazione criminale, operativa tra Salerno e Napoli, responsabile - fatto fra i più deprecabili - di ricorrere anche alla tecnica di "allungare" i prodotti erogati al dettaglio con acqua, oli vegetali e lubrificanti ed altre sostanze dannose per i motori dei veicoli. Sei persone colpite da ordinanza di custodia cautelare (una in carcere e cinque ai domiciliari), 13 tra depositi e distributori di carburanti sequestrati, 40 persone denunciate in stato di libertà ed oltre 100 perquisizioni effettuate nell'intero territorio campano: questo il bilancio della operazione coordinata dalla procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore. E' stato portato in carcere Francesco Longobardi di 47 anni di Pontecagnano, detto "tenaglia d'oro", responsabile operativo di una ditta di manutenzione di impianti petroliferi. Ai domiciliari, invece, sono finiti: Daniele Lanza di 46 anni di Salerno, ispettore metrico provinciale presso la Camera di Commercio di Salerno; Giorgio Imperato di 61 anni di Salerno funzionario dell'Ufficio metrico della Camera di Commercio di Salerno; Marco Gaeta di 34 anni di Fisciano (Salerno), responsabile operativo di una ditta di manutenzione di impianti petroliferi; Rosario Quintaluce di 61 anni, titolare di fatto di una ditta di manutenzione di impianti petroliferi; Michele Quintaluce di 35 anni titolare di una ditta di manutenzione di impianti petroliferi. L'evasione d'imposta, stimata attraverso gli accertamenti investigativi, ammonta a 20 milioni di euro, mentre gli importi frodati agli utenti si attesterebbero intorno alla cifra di 25 milioni di euro, nell'arco dei due anni oggetto delle indagini. I tre depositi sequestrati erano a Ravello, Castel San Giorgio e Nocera Superiore. I dieci distributori sequestrati erano a Salerno e, nella provincia, a Battipaglia (due), Pontecagnano, Buccino, ad Auletta, Fisciano, a Salerno, Castel San Giorgio,  Tramonti e Castelnuovo di Conza.

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di Redazione
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