Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Bindi: “Berlusconi? Altro che travisato. È ciò che pensa”

Scuola, sit-in del Partito Democratico: “Basta insulti”

“Offendere la scuola pubblica è offendere lo Stato”

Scuola, sit-in del Partito Democratico: “Basta insulti”
01/03/2011, 19:03

ROMA - Altro che “travisato dalla sinistra”. Le parole del presidente del Consiglio sono chiare e in maniera altrettanto cristallina la dicono lunga sulla politica del governo in materia di scuola pubblica. Ad accecare Silvio Berlusconi è la sua spasmodica ricerca di qualcuno da colpire e offendere: il lupo perde il pelo ma non il vizio e dopo essersi scagliato contro i comunisti prima, i gay poi e i magistrati a seguire, adesso il premier passa in rassegna gli insegnanti della scuola statale. Silvio Berlusconi, insomma, se la prende con tutti e questa volta è toccato ai docenti. Ma il Partito Democratico non lascia correre e si riunisce a largo Chigi per puntare il dito contro l’ennesima fandonia del premier, in un sit-in in difesa della scuola pubblica e in contrasto con le critiche di Silvio Berlusconi. “Basta con le offese del premier alla scuola pubblica”: questa l’iniziativa organizzata dal Partito Democratico nel giro di poche ore. Ma non solo questo lo slogan: “Per una scuola pubblica a garanzia della libertà di pensiero”, si leggeva su un grande striscione bianco, tenuto dai manifestanti riparati sotto il colonnato della galleria Colonna per proteggersi da una pioggia fitta. Tra la folla, moltissimi esponenti di punta e parlamentari del Pd che a turno hanno detto la loro sull’offesa targata Berlusconi a migliaia di insegnanti e decine di migliaia di studenti che ogni giorno vanno con dignità in scuole che cadono a pezzi. “Quando abbandona i discorsi scritti, Berlusconi dice la verità e attacca il Colle, la Costituzione e la scuola pubblica”, ha spiegato Rosy Bindi. “Abbiamo capito due cose”, ha aggiunto, “che la riforma Gelmini era solo un taglio alla scuola e che il premier usa tutti gli argomenti per scambiare qualcosa con il mondo cattolico. Berlusconi fa propaganda, lancia un messaggio rassicurante verso la scuola cattolica, ma gli italiani non ci cascano. E il cardinal Bagnasco ha risposto bene difendendo la scuola pubblica”. Dura anche Anna Finocchiaro: “Berlusconi ha atteggiamenti non da presidente del Consiglio che dovrebbe difendere la scuola pubblica”, ha sottolineato la presidente dei senatori del Pd. “Noi difendiamo alcuni principi che riteniamo essenziali per la crescita del Paese”, ha proseguito, “cerchiamo di discutere, mentre Berlusconi e la sua maggioranza appaiono finti rispetto alla realtà dell’Italia”. “Insultare la scuola pubblica è insultare lo Stato”, ha detto Dario Franceschini. “Gli insulti di Berlusconi sono uno schiaffo agli insegnanti, agli studenti e alle migliaia di lavoratori che tirano avanti senza risorse”, ha insistito, “per questo è importante una mobilitazione trasversale”. Insieme agli esponenti di punta dela Partito Democratico,a manifestare con loro, anche tanti attivisti e cittadini romani. “Siamo qui per dimostrare tutta la nostra indignazione per le parole che Berlusconi ha pronunciato sabato al congresso dei Cristiano riformisti - spiega la responsabile scuola del Pd Roma Sabrina Alfonsi - per dire basta con queste offese alla scuola pubblica e agli insegnanti. Sentir dire che tutti gli insegnanti inculcano determinate ideologie è aberrante”. Insomma, l’ora della ricreazione è finita, come voleva dimostrare il campanello a più riprese fatto suonare durante il sit-in, ed è ora invece di svegliarsi e far si che alla scuola venga data la dovuta importanza.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.