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Si moltiplicano i casi di eccessiva severità nelle sanzioni

Scuola: sospesi e col 5 in condotta per il "tu" all'insegnante

Almeno 3 i casi solo a Milano

Scuola: sospesi e col 5 in condotta per il 'tu' all'insegnante
26/01/2011, 11:01

MILANO - Un'improvvisa ondata di severità sta colpendo gli insegnanti e i presidi delle scuole milanesi. Una severità di cui, come sempre, fanno le spese gli alunni. Repubblica.it porta tre esempi in tre diversi istituti di Milano. All'Istituto tecnico Moreschi, un ragazzo è stato ripreso dall'insegnante mentre stava parlando con un compagno di classe. La risposta è stata immediata quanto pacata: "Ma tu cosa vuoi?". Certo, non è stata il massimo dell'educazione, ma per questo gli è stata comminata la massima sanzione: un giorno di sospensione e 5 in condotta. Per fortuna è stato al primo quadrimestre, altrimenti avrebbe significato la perdita dell'anno scolastico.
DIscorso simile per uno studente dell'istituto tecnico Galilei, che ad un insegnante avrebbe risposto: "Può dirmi quello che vuole, ma per me lei non esiste, non la considero proprio". Anche qui il 5 in condotta al primo quadrimestre.
Lo stesso al liceo linguistico Manzoni, dove un ragazzo avrebbe apostrofato l'insegnante che lo aveva ripreso con la frase: "Non mi interessa quello che lei dice". La decisione non è stata ancora presa, ma anche qui si parla di sospensione e 5 in condotta.
SI ripropone il dilemma di sempre: severità giusta o sbagliata? Il problema di solito non è questo, in realtà. La severità di per sè ci vuole, ma non deve essere l'unica cosa da valutare. Se un insegnante insulta gli alunni o li tratta come se fossero persone inferiori oppure è un incompetente, non basta il fatto di avere 20 o 30 anni in più per essere rispettati. Il rispetto è qualcosa che si deve conquistare, con gli atteggiamenti giusti. Dall'altra parte però conta molto l'educazione che ricevono i ragazzi in famiglia. Non sempre i genitori - vuoi per necessità di lavorare entrambi, vuoi per menefreghismo - educano correttamente i figli, spesso li allevano viziati, capricciosi e maleducati. Infine un fatto oggettivo: stiamo parlando di adolescenti, cioè di ragazzi che sono in quella delicatissima età in cui la contestazione dell'ordine (sia dei genitori che degli insegnanti che anche - a volte - della legge) è quasi naturale. Quindi ci vorrebbe molta attenzione e sensibilità, prima di decidere se agire con severità o con altre strade.

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di Antonio Rispoli
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