Cronaca / Sanità

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Una ricerca compiuta in Alabama ha analizzato 5000 soggetti

Secondo uno studio americano, la marijuana fa meno male del tabacco

Presi in considerazione individui tra i 18 e i 30 anni

Secondo uno studio americano, la marijuana fa meno male del tabacco
12/01/2012, 13:01

Una ricerca shock mette in discussione una serie di certezze consolidate nel tempo. Uno studio pubblicato su Jama (Journal of the American Medical Association) ha analizzato le condizioni di salute di oltre 5000 soggetti tra i 18 e i 30 anni nell’arco di tempo che va dal 1985 al 2006. Ebbene, dopo un consumo occasionale di marijuana per 20 anni, aumenta il picco di flusso espiratorio, cioè la massima forza con cui una persona riesce a espirare l’aria dopo una profonda inspirazione. Lo studio ha analizzato anche persone che fumano una canna al giorno, ma l’effetto è quello. Sembra che i polmoni tendano a dilatarsi e si registra un miglioramento delle capacità respiratorie. Naturalmente, tutto va ascritto a un primo risultato del tutto statistico. Il capo della ricerca Stefan Kertesz, docente dell’università dell’Alabama a Birmingham, ha affermato: “Si sa da tempo che il fumo di marijuana contiene molte sostanze chimiche irritanti presenti anche nel fumo di tabacco e può causare irritazione ai polmoni, respiro sibilante e tosse dopo il consumo. Tuttavia, nella ricerca sugli effetti a lungo termine sulla funzione polmonare vi sono incongruenze”. Secondo la sua ricerca, il consumo occasionale di marijuana danneggia i polmoni meno delle sigarette, che fanno registrare una progressiva diminuzione del picco di flusso espiratorio e della capacità polmonare. Questo nuovo studio può arrivare a scuotere un certo moralismo americano e riaccendere il dibattito sulla legalizzazione della marijuana.

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di Emanuele De Lucia
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