Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Bustarelle per spostare i semafori truccati

Semafori truccati a Parma, indagato comandande dei vigili urbani


Semafori truccati a Parma, indagato comandande dei vigili urbani
19/04/2010, 20:04

PARMA - Un accordo preciso per piazzare i cosiddetti "T-Red" (semafori intelligenti) in incroci strategici e garantire così più multe. Le bustarelle le avrebbe Claudio Malavasi in persona; comandante della polizia municipale delle terre verdiane (che comprendono circa 20 comuni della provincia di Parma). L'inchiesta avviata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo sui semafori truccati che facevano fioccare multe per i poveri automobilisti truffati, ha portato così gli agenti della guardia di Finanza di Milano a perquisire l'appartamento modenese e gli uffici di Malavasi.
Oltre all'appartamento del comandante dei vigili, è stato perquisito dalla gdf milanese anche l'appartamento di Andrea Lamoretti; titolare di una società (la COMeSER) che, tra le varie attività, gestische anche la mobilità nel territorio delle Terre Verdiane.
Come si legge chiaramente su Repubblica di Parma "Secondo l'accusa, Raoul Cairoli della Cts, già indagato da tempo in questa inchiesta, avrebbe versato più tangenti a Malavasi, che a sua volta li avrebbe spartiti con Lamoretti per sollecitare la fornitura di semafori e avere più contratti. Tutti e tre sono indagati per corruzione. L'operazione di oggi potrebbe essere l'ultima nell'ambito dell'inchiesta che è ormai prossima alla chisura e che conta una trentina di indagati".
Un triangolo del lucro tracciato, ancora una volta, ai danni dei cittadini-contribuenti. La dignità e l'onestà del comandante sarebbero state acquistate a suon di bustarelle contenenti orologi, navigatori satellitari, orologi e compensi in denaro elargiti da Cairoli.  Le mazzette venivano poi divise tra Malavisi e Lamoretti che, insieme, gestivano il traffico dei semafori truffi "T-Red". In pratica, tali dispositivi, fanno in modo che l'intervallo di tempo tra arancione e rosso sia così ridotto da rendere praticamente impossibile la multa. Inutile i ricorsi dato che, l'auto, viene immortalata al di la del semaforo che segna rosso. Un trucco utilizzato in diverse parti d'Italia, dal nord al sud, per spillare soldi agli automobilisti. Tutto, come sempre, in nome dell'avidità più becera e bassa e della più totale filosofia dell'illegalità messa in pratica da chi, al contrario, dovrebbe essere un tutore della legge.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©