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Questa l'accusa fatta dal Giornale contro Stefano Pedica

Senatore Idv telefona al giudice: revocata la sentenza


Senatore Idv telefona al giudice: revocata la sentenza
28/03/2011, 14:03

LATINA - E' una storia che, se fosse verificata, rischierebbe di provocare seri problemi legali ad un esponente dell'Italia dei Valori, il senatore Stefano Pedica.
Tutto inizia nel 2009: lui e lei si separano e il giudice, stranamente rispetto alla norma, decide che il figlio minorenne va affidato al padre. Lei non ci sta e decide di sparire dalla circolazione, diventa irreperibile. L'uomo allora comincia le ricerche, anche con l'aiuto di un investigatore privato, e finalmente trova madre e figlio, comunicandone l'indirizzo alla Procura dei Minori. Il Pubblico Ministero a quel punto ordina che siano i Carabinieri a prelevare il bambino, per eseguire la sentenza. L'ordine però non viene eseguito: come scrivono i Carabinieri nella relazione, il bambino si è opposto e loro non se la sono sentita di prelevarlo a forza. Ma il giudice Roberto Jannello rinnova l'ordine: il capriccio di un bambino non può invalidare la sentenza. Ma la madre è riuscita a far sparire ancora una volta il bambino, per cui l'ordine rimane inevaso; così come altre due ordinanze che prescrivono l'affidamento del bambino agli assistenti sociali. A dare una svolta alla situazione è il padre: ancora una volta è lui a trovare il bambino a scuola e chiama la Polizia. Ma quando la pattuglia arriva, trova la madre e la nonna del bambino che stanno avendo una concitata discussione telefonica. Dicono ai poliziotti che è il Presidente del Tribunale dei Minori di Roma e gli passano il telefono. Si tratta effettivamente - secondo quanto riportato a verbale - della Dottoressa Cavallo che dice loro di non procedere in quanto a breve l'ordinanza di prelievo del bambino verrà annullata. La stessa cosa viene poi confermata da una telefonata del Capo di Gabinetto della Questura.
Come mai questo cambiamento improvviso? Secondo il padre del bambino, come lui stesso scrive in una lettera al Ministro Alfano, ripresa dal quotidiano Il Giornale, la causa è nell'intervento del senatore Pedica, compagno di partito della madre del piccolo. Per lo stesso motivo negli ultimi tempi, sempre secondo il Giornale, il senatore Idv avrebbe ripetutamente attaccato il giudice Jannello, colpevole di aver ordinato che il bambino venisse dato al padre e non alla madre.
Naturalmente bisogna vedere se è vero. Ove lo fosse, Pedica rischierebbe di essere indagato per concussione: si tratta infatti di un caso assolutamente identico a quello che vede sotto processo a Milano Silvio Berlusconi per l'affare Ruby.

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di Antonio Rispoli
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