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Sentenza Cucchi, non interessa la verità

Attenzione più a poliziotto appeso a testa in giù in piazza

Sentenza Cucchi, non interessa la verità
06/06/2013, 15:28

Se una sentenza condanna un Poliziotto, va rispettata, ma se un Poliziotto viene assolto, si grida allo scandalo. Tanto varrebbe non celebrare affatto i processi, perché la verità dei fatti non serve: un Poliziotto deve essere sempre colpevole”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, commentando le polemiche seguite alla sentenza del processo per la morte di Stefano Cucchi, che ha assolto delle accuse gli Agenti della Polizia Penitenziaria. “Anziché esprimere soddisfazione perché un Tribunale ha accertato che da parte degli Agenti non vi furono maltrattamenti - continua Maccari - ci si indigna perché non c’è il Poliziotto cattivo da buttare in carcere. Non interessa la verità, non si cerca la giustizia, ma soltanto vendetta. Non si cercano i colpevoli, ma dei capri espiatori, dei trofei da portare in piazza ed appendere a testa ingiù. Si vuole una verità che sia buona per farci un film. Si vuole una giustizia sommaria, magari la giustizia fai-da-te, e per ottenerla si continua a gettare fango contro gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine, continuamente insultati, denigrati, esposti alle aggressioni e alle violenze della piazza. Il COISP vuole difendere la dignità, di chi ogni giorno, con grande professionalità, dedica il proprio impegno alla difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini, rischiando l’incolumità anche a causa di chi continua ad istigare l’odio contro le Divise. Per questo abbiamo presentato all’Autorità giudiziaria una serie di denunce verso chi continua a praticare una costante opera di diffamazione contro la Polizia, come la stessa sorella di Stefano Cucchi”.

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di Redazione
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