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Durissime le motivazioni della sentenza del 29 giugno

Sentenza Dell'Utri: fu lui a tenere in contatto Berlusconi e la mafia


Sentenza Dell'Utri: fu lui a tenere in contatto Berlusconi e la mafia
19/11/2010, 22:11

PALERMO - Marcello Dell'Utri era il canale che collegava Cosa Nostra e Silvio Berlusconi; il boss Vittorio Mangano era stato assunto non come stalliere ad Arcore, ma come guardia del corpo di Berlusconi, ben sapendo chi fosse. A dirlo non è qualche politico che ce l'ha col premier, ma la Corte d'Appello di Palermo, nelle 641 pagine di motivazioni che spiegano perchè Dell'Utri è stato condannato a 7 anni di reclusione. Quindi non, come era stato detto subito dopo la sentenza, una condanna per far contenta la Procura e certi magistrati, ma un accoglimento pieno delle tesi accusatorie. Tuttavia i giudici non motivano in maniera esauriente perchè considerano il reato associativo del senatore del Pdl terminato nel 1992. Ma la cosa più importante è che considerano provate le dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo, che ha parlato anche, in particolare, di un incontro nel 1975 avvenuto a Milano, a cui partecipò insieme ai boss Gaetano Cinà, Stefano Bontade e Girolamo Teresi (tutti morti) con Berlusconi e Dell'Utri.
La reazione del proprietario di Pubblitalia '80 è stata di apparente noncuranza: "E' una materia trita e ritrita non c'è nulla di nuovo sono tutte cose che abbiamo già visto. Non vedo come mi possono condannare sul nulla. Saranno i miei avvocati cassazionisti ad occuparsi adesso del caso, prepareranno una difesa adeguata per rispondere a tutte le accuse e alle motivazioni della sentenza di secondo grado".
Molto più dura la reazione di Antonio DI Pietro, leader dell'Idv: "Adesso che anche le sentenze parlino di rapporti ravvicinati tra la mafia e il Presidente del Consiglio. Speriamo che si trovino 316 parlamentari che lo sfiducino. Ci auguriamo che ciò avvenga prima che Berlusconi faccia ulteriori danni al Paese e che distrugga completamente la nostra credibilità all'estero".
Attacco ai giudici da parte del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: "Speriamo che la Cassazione faccia giustizia, è una condanna ingiusta. Di più: la Corte d'Appello ha chiarito che non c'è stato alcun patto politico o elettorale con la mafia, e ha smontato una serie di altri teoremi, a partire dalle assurde accuse di Spatuzza".
Da notare che dal TG5 è sparita la notizia. Nel TG1 niente titolo, ma solo un breve resoconto letto dalla giornalista in studio. Invece nel TG serale su La7 è stato messo nei titoli ed è stato montato il servizio, senza problemi. Da notare che la prima notizia è un'ANSA delle 19.30 circa; e per una redazione come quella del TG1 o del TG5 è facilissimo montare un servizio del genere.

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di Antonio Rispoli
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