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Segnalazioni arrivarono anche dalla Corte dei Conti

Sepe accusato di rapporti d'affari con la "cricca" di Anemone


Sepe accusato di rapporti d'affari con la 'cricca' di Anemone
21/06/2010, 09:06

PERUGIA - Intervistato dalla telecamere, il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha detto di essere tranquillo e che parlando con i magistrati avrebbe chiarito tutto. Ma, a giudicare da quanto si è saputo, le cose da chiarire dovranno essere parecchie, a cominciare dai rapporti un po' troppo stretti con Diego Anemone. In particolare per il fatto che fu quest'ultimo a ristrutturare molti degli appartamenti di Propaganda Fide tra il 2001 e il 2005. Ma soprattutto in ballo c'è la vicenda per la ristrutturazione del palazzo dove c'è la sede di Propaganda Fide, in piazza di Spagna a Roma. Un lavoro iniziato nel 2003 e continuato per anni, con un finanziamento di 2,5 milioni, firmato dall'allora MInistro per le infrastrutture Pietro Lunardi, su cui ci furono molte perplessità. Tanto che Gianfranco Cerasoli, sindacalista Uil, denunciò il fatto alla Corte dei Conti, la quale giudicò il finanziamento "incongruo" e "non motivato", trattandosi di un palazzo di proprietà del Vaticano e che quindi gode di caratteristiche di extraterritorialità. Ma secondo i magistrati perugini, la motivazione sta nell'acquisto, da parte dell'allora Ministro Lunardi, di una palazzina, sempre di Propaganda Fide, a prezzi particolarmente vantaggiosi. Ma questo non fu l'unico caso segnalato dalla Corte dei Conti in quel periodo. Ce ne sono diversi, che passano per la Arcus, una spa governativa che si occupa di edilizia culturale e che secondo i magistrati era diventato solo un collettore di soldi che poi venivano utilizzati per gli appalti decisi personalmente da questo o quel ministro.

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di Antonio Rispoli
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