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Zona a luci rosse, la rabbia del Cardinale

Sepe contro de Magistris: “Nessuna idea per la città”

"No ai ghetti si ai luoghi di accoglienza"

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Sepe contro de Magistris: “Nessuna idea per la città”
25/08/2012, 14:46

NAPOLI - Forse aspettava l'occasione giusta per commentare, forse doveva prima smaltire la rabbia per  quanto ascoltato o, semplicemente, non aveva interesse a far sapere a chi ha lanciato l'idea la propria posizione.  Fatto sta che oggi il cardinale Crescenzio Sepe, approfittando della celebrazione eucaristica in onore di Santa Patrizia, ha commentato l'idea del sindaco Luigi de Magistris di aprire, in un quartiere della città, una casa a luci rosse.

È partito dall'esempio della compatrona di Napoli per sottolineate quelli che, a suo avviso, oggi sono dei disvalori.  “La vita di Santa Patrizia la sua resistenza ad un matrimonio imposto da un suo parente, la difesa della sua verginità e la devozione alla Santa di giovani fanciulle non sposate ci danno la cifra dei valori veri - urla nell'' omelia il Cardinale -  rispetto a quei disvalori che oggi, a nome di un laicismo che si vuol far passare come progresso culturale e sociale, ma che in realtà esprime in orientamento ideologico secolarizzante che per via mediatica si cerca di propinare all'opinione pubblica".

Senza mezzi termini, dall'altare, ha dato voce a tutte le sue preoccupazioni. "Capisco che non essendoci idee e proposte concrete rispetto ad argomenti seri e di interesse generale, si ricorre anche a temi ad effetto per occupare spazi nei giornali e  nelle televisioni – attacca – ma io mi domando, come forse lo fanno tanto napoletani e italiani: ma questo è il principale e ultimo problema da risolvere a Napoli?”.

Davanti a tutto il Cardinale Sepe mette il lavoro, quello che ancora oggi molti giovani sono costretti a guardare solo come un miraggio. Tante sono le domande che l'Arcivescovo di Napoli si è posto:  “Ai padri e alle madri di famiglia, senza reddito o con un reddito insufficiente, possiamo dire di pazientare perché prima stiamo mettendo ordine nel delicato campo del divertimento professionale? E ai cittadini che auspicano migliori condizioni di vita, dal punto di vista ambientale o della sicurezza personale, possiamo rispondere che stiamo affrontando un problema più urgente come quello della prostituzione?”.

E’ consapevole Sepe del fatto che miracoli non se ne possono fare rispetto a quelli che sono i problemi antichi e recenti, tra l’altro, ora aggravati da una crisi senza precedenti, ma sottolinea la sua non condivisione verso le frivolezze. “Sembra – dice – che si voglia offrire all’immaginazione altrui una Napoli surreale, virtuale”.

Il suo attacco si fa sempre più pesante quando mette in evidenza la validità effettiva delle proposte del sindaco: “Al registro delle coppie di fatto, al testamento biologico manca ancora una legge nazionale. Addirittura, poi, per le case a luci rosse esiste una legge del 1058 che vieta la regolamentazione della prostituzione”

E a chi gli domanda quali sono gli strumenti che potrebbero essere messi in campo per combattere il fenomeno della prostituzione Sepe risponde così: “Realizzare azioni di recupero per fare uscire dallo stato di costrizione e sfruttamento chi si prostituisce avendo come linea guida la necessità di salvaguardare la dignità dell'uomo e il valore della persona. Ogni ragionamento sul tema della prostituzione deve essere guidato prima ancora che da aspetti giuridici, dalla questione morale”.

A questo proposito il cardinale ha ricordato il lavoro svolto da don Benzi e da tanti altri sacerdoti o religiosi che anche a Napoli dedicano il loro impegno senza fare clamore.

Insomma dalla chiesa arriva un secco  no a, per usare le parole dello stesso Sepe, “stop ai ghetti dove si commercializzano anime e carne e si a luoghi di accoglienza”. 

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di Rossella Marino
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