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Chiesta l'autorizzazione a procedere per Lunardi

Sepe: trasparente la mia gestione, mai violata la legge


Sepe: trasparente la mia gestione, mai violata la legge
21/06/2010, 14:06

PERUGIA - I Pubblici Ministeri di Perugia, che stanno indagando su ciò che avveniva intorno al gruppo di Diego Anemone, hanno chiesto al Tribunale dei Ministri l'autorizzazione a procedere contro Pietro Lunardi. Questo passo è necessario perchè all'epoca dei fatti contestati, Lunardi era Ministro delle Infrastrutture. Ma il suo difensore, il senatore Gaetano Pecorella, ha fatto notare che la richiesta deve essere approvata anche da Lunardi; quindi può darsi che l'ex Ministro vada a parlare con i magistrati prima che il Tribunale decida.
Intanto il cardinale Crescenzio Sepe oggi ha fornito alla stampa la sua versione dei fatti, per le indagini che lo riguardano. Sulla casa di Bertolaso, ha detto che la richiesta gli pervenne attraverso il suo segretario, Francesco SIlvano; e se ne occupò lo stesso Silvano, senza che Sepe ci mettesse becco. Ha rivendicato la completa trasparenza della sua gestione economica di Propaganda Fide ("Ho fatto tutto avendo i bilanci puntualmente approvati dalla prefettura per gli affari economici e dalla segreteria di Stato la quale con una lettera inviatami a conclusione del mio mandato di prefetto volle finanche esprimere apprezzamento e stima per la gestione amministrativa"). E poi ha risposto anche sulla vicenda del palazzo dove sta la sede di Propaganda Fide in piazza di Spagna, risistemata solo in parte, ma grazie ai soldi pubblici. Secondo il cardinale, la ristrutturazione doveva essere fatta comunque dallo Stato: "Aveva subito una modificazione strutturale nel senso che era stato registrato un notevole distacco della parete determinato, secondo gli accertamenti tecnici effettuati, da infiltrazioni di acqua sotto il fabbricato e dalle continue vibrazioni causate dal passaggio della vicina metropolitana. Fu accertata la competenza dello Stato italiano e furono eseguiti lavori di ripristino e ristrutturazione con onere parzialmente a carico della pubblica amministrazione". Sul palazzo in via Prefetti, comprato da Lunardi a prezzo scontatissimo, Sepe spiega che quello è dovuto al fatto che era in pessime condizioni, c'erano da fare ampi lavori di ristrutturazione e si decise di farli gravare sul futuro acquirente dell'appartamento.
La sicurezza di Sepe è confermata dal suo legale, Bruno von Arx: "L'accusa - è di corruzione aggravata ma da quello che ho compreso si confondono tempi, contenuti, date e prospettive di questi provvedimenti", specificando che si tratta di una "difesa poco impegnativa".

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di Antonio Rispoli
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