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Il 46enne di Torre Annunziata gestiva il traffico di droga

Sequestrò un pusher, condannato esponente dei Gionta


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Sequestrò un pusher, condannato esponente dei Gionta
05/05/2010, 14:05

TORRE ANNUNZIATA – E’ stato condannato a 18 anni di reclusione, Mario Donnarumma, esponente del clan Gionta, accusato di aver rapito e sequestrato un giovane di 29 anni di Pescara, colpevole di non aver saldato in tempo un debito per una partita di droga.
Donnarumma, 46enne di Torre Annunziata, è ritenuto dagli inquirenti l’ideatore del sequestro, messo in atto insieme a cinque complici pugliesi, condannati a loro volta a 17 anni di carcere.
In realtà, le richieste del sostituto procuratore della Dda, che si è occupato del caso, erano state più severe: per Donnarumma, infatti, era stato richiesto il massimo della pena, 32 anni. Il 46enne sarebbe il principale referente del clan Gionta nella gestione del traffico di stupefacenti fuori dalla Campania, in particolare nelle regioni adriatiche. Donnarumma, fin dai tempi del contrabbando di sigarette, era uno degli uomini di fiducia dei Valentini, specializzato nel commercio di droga. E proprio la “polvere bianca” sarebbe stata, secondo gli investigatori, il movente del rapimento del giovane pescarese.
Le indagini scattarono dopo la denuncia della madre del 29enne, un tossicodipendente che da giorni non dava più sue notizie. La banda di Donnarumma, infatti, aveva rapito il ragazzo che non aveva pagato la somma di 15mila euro per una partita di droga. Alla famiglia, la gang criminale, aveva chiesto 50mila euro come riscatto.
Le forze dell’ordine, però, arrivarono prima; dopo una serie di indagini, i poliziotti riuscirono a scoprire il luogo dove era tenuto in ostaggio il 29enne che dunque fu liberato.
Ora i suoi sequestratori sono stati tutti condannati in primo grado.
E per Donnarumma, potrebbe arrivare presto anche un’altra condanna. Il pregiudicato, infatti, è coinvolto anche nel maxi processo, denominato “Alta Marea”, a carico del clan Gionta. In questo caso, il 46enne rischia 20 anni di galera

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di Elisa Scarfogliero
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