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"Scendere a patti vuol dire legittimare i criminali"

Sequestro in Mauritania, Frattini:"Non trattiamo con i terroristi"


Sequestro in Mauritania, Frattini:'Non trattiamo con i terroristi'
28/12/2009, 17:12

ROMA - Dopo le rivendicazioni ufficiali di Al Quaeda ricollegate al rapimento dei due Italiani Sergio Cicala e della moglie Filomen Kaboureee e la richiesta da parte del gruppo terrorista di aprire un canale di negoziati per la liberazione (si parlava addirittura di uno scambio con altri militanti qaedisti incarcerati), a rispondere è direttamente il ministro degli Esteri Franco Frattini.
Da giorni preso da un febbrile lavoro all'interno della Farnesina e pronto a partire per la Mauritiana al fine di  "aver contatti ai massimi livelli con le autorità locali", il ministro ha difatti espresso il suo secco e deciso no ad ogni tipo di dialogo con i sequestratori precisando che, tale scelta, è dovuta al fatto che "Se dicessimo anche una sola volta: 'trattiamo'" con i sequestratori "avremmo legittimato le organizzazioni terroristiche".
Il titolare della Farnesina ha poi infatti precisato che "alcuni giorni fa le Nazioni unite hanno adottato una risoluzione del consiglio di sicurezza che vincola tutti gli stati del mondo. In quella risoluzione si dice chiunque tratta con i terroristi aiuta i terroristi ed è fuori dalla legalità".
A Tale obbligo di coerenza si aggiunge poi il ragionevole dubbio riguardo l'autenticità della rivendicazione, con l'impossibilità di poter stabilire con certezza se, le due persone incappucciate che si sono viste nel video-messaggio dei rapitori, siano effettivamente Sergio Cicala e la sua compagna originaria del Burkina Faso.
Non ci saranno trattative con i terroriste, dunque; soprattutto se i soggetti si riveleranno effettivamente appartanenti ad Al Quaeda.

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di Germano Milite
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