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Ma qual è la situazione nel nostro Paese?

Sereni e la condizione di padre separato dai figli


Sereni e la condizione di padre separato dai figli
13/09/2010, 10:09

BRESCIA - Una splendida partita, quella giocata dal portiere del Brescia Matteo Sereni, 35 anni, a cui è seguita una dedica anomala: "Dedico questa vittoria ai miei figli che non vedo da molto tempo, e non per colpa mia". Infatti Sereni è separato dalla ex moglie SIlvia, ex PR ed ex procuratrice del marito. E, secondo quanto ha raccontato, non riesce a vedere i due figli (Giorgia, di 5 anni, e Simone di 9 anni) nè a sentirli, neanche per telefono, perchè l'ex moglie glielo impedisce.
Una situazione non insolita. Non sono poche le coppie che al momento della separazione danno sfogo al loro odio verso il partner attraverso i bambini. Allora ecco le menzogne raccontate ai bambini inconsapevoli ("Papà/mamma non è qui perchè non ti vuole bene", è quella classica"); le violenze con le quali uno dei genitori sfoga sui figli il proprio rancore; o magari - e questo è tipico delle donne a cui vengono affidati i figli - negare all'ex partner la possibilità di vedere i figli. Una cosa a cui magari si può porre rimedio solo chiamando i Carabinieri o rivolgendosi al giudice, un rimedio che può essere peggiore del male.
Per questo sono nate molte organizzaizoni di padri che chiedono solo di poter passare un po' di tempo con i figli. Ma sono organizzazioni che hanno poi subito una pericolosa infiltrazione: di quei padri che fingono di chiedere una parità nei confronti dei figli solo per attuare poi quei comportamenti ricattatori e lesivi della salute fisica e psichica dei figli che dichiarano di voler osteggiare da parte della madre.
Il problema è che il giudice, quando decide, lo fa in base alle prove che gli vengono portate e alla propria esperienza. Ed è raro che si riesca a dimostrare che una donna è talmente indegna da non potersi prendere cura dei figli. Dall'altra parte, non accade di rado che in una coppia lui lavori e lei sia casalinga; per cui è difficile che il giudice decida di affidare i figli ad un padre. La soluzione starebbe nel buon senso, se l'essere umano medio ne fosse provvisto: capire che, quali che siano i propri sentimenti, non bisogna fare del male ai propri figli. Ma nella maggior parte dei casi è pretendere troppo.

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di Antonio Rispoli
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