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La relazione: "Campania territorio fertile"

Servizi segreti, attenzione ai terroristi solitari


Servizi segreti, attenzione ai terroristi solitari
10/03/2009, 16:03

Attenti ai gruppi jihadisti. La loro determinazione è ferma nei progetti di colpire i Paesi occidentali ed i loro alleati. Sono pronti a diversificare di volta in volta “obiettivi e strumenti”. E l’Europa “nel suo insieme può essere inclusa tra gli obiettivi del jihadismo globale con un grado di rischio medio-alto”. Lo rileva la relazione 2008 sulla politica dell'informazione per la sicurezza consegnata al Parlamento dal Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza). L'Italia “si inserisce in questo contesto di criticità, sebbene non siano emersi riscontri sul concreto sviluppo di pianificazioni offensive”.

In Italia ci sarebbe un rischio terrorismo “fai da te”. I servizi spiegano che ci si deve misurare con incognite. Si tratta in pratica dei “lone terrorist”, terroristi solitari che agiscono in semi-autonomia, Internet e ideologia le loro basi. Nel 2008 sono state 216 le minacce terroristiche esaminate dal Casa (il Comitato di analisi strategica antiterrorismo). Lo scorso anno l'organismo - cui partecipano rappresentanti di forze dell'ordine e dell'intelligence - si è riunito 52 volte, esaminando, complessivamente 367 argomenti. Oltre alle minacce, il Casa ha analizzato messaggi jihadisti, rivendicazioni, espulsioni. Ma nella relazione c’è spazio anche per il terrorismo interno. Ci sarebbe un periodo di calma, ma si parla di rischi derivanti dalle organizzazioni sia di matrice marxista leninista sia anarco-insurrezionalista. L'area eversiva di matrice brigatista viene considerata una minaccia da non sottovalutare, nei confronti della quale non si può “abbassare il livello di attenzione”.
 
Tornando alle minacce dall’Estero gli integralisti islamici detenuti in Italia svolgono funzioni di indottrinamento e reclutamento nei confronti di connazionali in carcere per reati minori. 

Campania a rischio

In questo quadro ci sarebbero due regioni a rischio, almeno per quanto riguarda il reclutamento e attività di favoreggiamento: Lombardia e Campania. La prima – si legge nella relazione – è una delle principali piazze del radicalismo, “in ragione sia della presenza di elementi già noti per l'appartenenza ad ambienti integralisti, sia dell’ingresso in campo di nuove leve”. Un ricambio generazionale insomma. “Pure in linea di continuità con il passato, significativo polo di riferimento è risultato l'hinterland partenopeo. Qui – dicono i servizi - a penetrazione informativa si è in particolare focalizzata su segnalate cointeressenze tra estremisti, provenienti anche dall’estero, e delinquenza comune maghrebina attiva nel settore del falso documentario e nummario”.
 

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di Redazione
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