Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Scoperta l'intentenzione stragista dei casalesi

Setola voleva uccidere magistrati e carabinieri


.

Setola voleva uccidere magistrati e carabinieri
02/12/2011, 13:12

NAPOLI – Mentre si fa sempre più serrata la caccia al super boss latitante Michele Zagaria, continuano le soffiate dei collaboratori di giustizia a cui sembra essere tornata la parola. E dopo le rivelazioni di Pasquale Di Fiore sul disegno criminale dei capi clan della provincia napoletana di uccidere il PM D’Onofrio, saltano fuori altri racconti del brivido e le intenzioni stragiste dei Casalesi. Ennesime rivelazioni, dunque, e ovviamente non si sa quanto queste possano o meno essere pilotate. Il dato però è inequivocabile: i Casalesi progettavano di ammazzare giudici e carabinieri, come ritorsione contro gli arresti ed i sequestri dell’immenso patrimonio del clan. Il pentito Nicola Cangiano non fa sconti a nessuno e continua a raccontare le intenzioni di Setola di uccidere rappresentanti dell’Istituzione giudiziaria ed un alto ufficiale dei carabinieri. Cangiano concede agli inquirenti anche i particolari di queste azioni omicide dirette contro i magistrati Maresca e Roberti, in prima fila, e per il colonnello dell’Arma Cagnazzo, iscritto anch’egli sulla lista nera del clan. La condanna a morte di questi personaggi era stata decisa durante un summit di capi clan ed era stata comunicata a Setola che doveva essere l’esecutore materiale degli omicidi. Per fortuna il piano non ebbe seguito per l’arresto del boss a capo dell’ala stragista dei Casalesi. I racconti di Cangiano si fanno poi più serrati andando a riguardare i rapporti tra lo stesso Setola ed i vertici del clan. Con le rivelazioni del collaboratore di giustizia Nicola Cangiano si è aggiunto un nuovo tassello alla storia contemporanea della criminalità organizzata.

Commenta Stampa
di Rosario Lavorgna
Riproduzione riservata ©