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Sfollati del Vergilius, parlano i titolari: "Comune assente"


Sfollati del Vergilius, parlano i titolari: 'Comune assente'
07/01/2012, 12:01

Dai titolari dell'hotel Vergilius di Napoli riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Il presente comunicato viene rilasciato dalla proprietà dell’Hotel Vergilius di Napoli al fine di chiarire definitivamente i passaggi salienti che hanno caratterizzato l’intera vicenda che ha visto coinvolta la proprietà dell’Hotel, gli sfollati e rifugiati politici che vi risiedono da dieci anni, l’Amministrazione Comunale e le Istituzioni Cittadine che a vario titolo vi hanno partecipato.
Da quando la nuova Amministrazione Comunale ha deciso di interrompere unilateralmente qualsiasi rapporto con la proprietà, disconoscendo ufficialmente l’operato della stessa e tutti i contratti che negli anni sono stati di volta in volta sottoscritti e rinnovati, affinchè la società offrisse ospitalità per conto del Comune di Napoli a famiglie di sgomberati per cause di forza maggiore e stranieri richiedenti asilo politico, l’Hotel Vergilius che già vantava un credito smisurato per i servizi resi nei confronti della Amministrazione Comunale, si è di fatto ed in maniera forzata dovuto accollare tutti i costi e le spese necessarie a mantenere in vita la struttura (privata nel corso degli anni del suo vero ed unico scopo societario), ma soprattutto tutti gli oneri per garantire a tutte quelle famiglie l’ospitalità che gli era stata promessa dal Comune di Napoli fino a quando non avessero avuto una dignitosa dimora.
Il pesante onere di mantenimento di ben 130 persone che sarebbe dovuto gravare in capo all’Amministrazione Comunale da circa sei mesi grava in capo all’Hotel, il quale persa ogni linea di credito ed agevolazione bancaria proprio per la brusca interruzione e risoluzione da parte del Comune, ha dovuto fronteggiare da solo il costo giornaliero e quindi settimanale e poi mensile di ogni singolo occupante, facendo ricorso ai propri fondi, oggi del tutto esauriti.
Quanto sostenuto dall’Assessore al Patrimonio Bernardino Tuccillo circa un’inchiesta della Procura per far chiarezza sulla situazione degli sfollati del Vergilius corrisponde alla realtà. Ben venga che si faccia definitivamente luce su questa situazione, se vi sono persone che fino ad oggi hanno abusato della loro condizione vanno punite, ma ciò non esime l’Amministrazione Comunale dalle sue precise e puntuali responsabilità verso tutti coloro che a diverso modo hanno con essa interagito e dal dovere sancito costituzionalmente di solidarietà politica, economica e sociale.
La società in più di un’occasione ha cercato di ottenere aiuto dal Comune per liberare la sua struttura chiedendo attraverso i suoi legali Prof. Avv. Angelo Scala e Avv.ti Nicola Montella ed Emanuela Romaniello il relativo supporto, affidando, da ultimo, il delicato compito di decidere alla Magistratura Napoletana, la quale purtroppo su un dato certamente giuridico (il rapporto per quanto delicato è oggi affidato a trattativa privata a seguito dell’interruzione del Comune) ha rigettato la richiesta dell’albergo.
La situazione sopra delineata è paradossale, perché è impensabile che un privato si accolli spese ed oneri di una Pubblica Amministrazione completamente assente e disinteressata dei suoi cittadini e di coloro che raggiungono l’Italia per non essere più perseguitati nella loro terra. Ogni alloggiato, in virtù di una serie di convenzioni, costava al Comune di Napoli circa € 55,00 al giorno compresi i pasti, ci si chiede quanto costa ad un privato albergatore il soggiorno giornaliero di una persona in una camera singola in pensione completa? La risposta è semplice in media € 80,00 al giorno, che il Comune pretende che se ne accolli l’albergatore stesso o addirittura che vengano versate da persone prive di reddito.
Ma è ancor più paradossale se si pensa che l’Hotel, nonostante l’interruzione da parte del Comune di Napoli ed il credito infinito vantato nei confronti dello stesso, ad oggi non riesca a sfrattare dalla propria struttura 130 persone che sembrano non aver più titolo per risiedere all’interno dell’Hotel stesso, sia per mancanza di fondi sia perché l’operazione dovrebbe avere il supporto delle forze dell’ordine. Supporto che sollecitato e richiesto non è mai arrivato. Prefettura e Questura se ne sono lavate le mani, lasciando l’Hotel in balia della rabbia degli alloggiati che abbandonati a se stessi hanno riversato la loro furia verso la proprietà.
Nei giorni scorsi la società, oberata di debiti e privata di ogni forma di liquidità, aveva comunicato ai competenti organi di pubblica sicurezza che non era più in grado di sostenere il pagamento delle forniture primarie e che a breve si sarebbe proceduto al distacco della fornitura di energia elettrica, avendo già maturato in due mesi una morosità di circa € 18.000,00. Ovviamente tale distacco avrebbe fomentato la rabbia degli occupanti.
Tale comunicazione come tutte quelle che l’hanno preceduta è rimasta del tutto inevasa.
L’Enel a seguito della risoluzione del contratto da parte dell’Hotel nella giornata del 02.01.2012 ha proceduto al distacco della fornitura, solo da quel momento è saltata agli onori delle cronache la vicenda del Vergilius al fine di raccontare il sicuro disagio vissuto da un gruppo di persone abbandonate a se stesse e prime fra tutti i bambini ed il piccolo Abdul Rasek, tralasciando però nuovamente il vero problema.
L’Enel nonostante la posizione debitoria dell’Hotel si dichiara disponibile al ripristino della fornitura purchè la società ne faccia espressa richiesta e soprattutto si impegni a pagare la morosità pregressa sottoscrivendo un piano di rientro.
La società pur nella consapevolezza di non poter pagare il debito maturato e quello maturando per il riallaccio, dovrebbe sottoscrivere un piano di rientro impegnandosi a pagare per i prossimi mesi l’arretrato e la corrente fornitura. In base a quale principio giuridico un privato cittadino, in questo caso l’albergo, dovrebbe assumersi gli oneri derivanti dalla riattivazione del servizio di corrente elettrica per la tutela di persone che occupano abusivamente la propria struttura, visto che ad oggi ha già regalato agli alloggiati e dunque al Comune di Napoli circa € 180.000,00 al mese? Per il medesimo principio di solidarietà economica politica e sociale anche l’Enel potrebbe fare una piccola elargizione in favore della nostra Amministrazione Comunale e degli occupanti, fornendo a proprie spese corrente elettrica. 
Nelle prime ore del mattino del 05 gennaio 2012 la proprietà viene contattata da uno dei portieri e viene a conoscenza della circostanza che gli occupanti hanno riallacciato abusivamente il contatore dell’Enel.
Verso le 11,00 della stessa giornata arriva una piccola squadretta Enel per distaccare nuovamente il misfatto ed ecco rispuntare le forze dell’ordine che anziché coadiuvare i tecnici, tutelandoli nella operazione, che scalderebbe ancora di più gli animi, si prendono 48 ore di tempo per organizzarsi e così mentre si sta perpetrando l’ennesimo reato, tutti stanno a guardare mentre l’Hotel affonda ancora di più e la proprietà non ci si può nemmeno avvicinare ed in tutto questo l’Amministrazione Comunale dov’è, ha deciso di assumersi definitivamente le sue responsabilità? 

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di Redazione
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