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L'incredibile storia di una famiglia di Fuorigrotta

Sgombrati dalla scuola, vivono in un'auto


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Sgombrati dalla scuola, vivono in un'auto
22/10/2011, 15:10

NAPOLI - Vivere in un’automobile. Nonostante la garanzia (certificata) di aver diritto ad una casa. La storia che ha dell’incredibile arriva direttamente da Napoli, quartiere Fuorigrotta, periferia occidentale. Dal 17 ottobre una famiglia vive in un veicolo parcheggiato in via della Grotta Vecchia: Gennaro è disabile al 100 percento, la moglie Teresa è disoccupata. Hanno due minori a carico e fino al mese di agosto vivevano all’interno dell’ex scuola di piazza Neghelli oggetto di sgombero da parte dell’amministrazione comunale di Napoli. Gennaro e Teresa, come le altre 15 famiglie che occupavano lo stabile, sono da tempo iscritti nella lista degli aventi diritto ad un alloggio di proprietà del Comune. Assieme agli altri nuclei famigliari vengono trasferiti, verso i primi di settembre, nel residence Pineta Varca d’Oro di Varcaturo. Ma la sera del 26 settembre vengono sbattuti fuori dai vigili urbani. Una beffa. “Quando i vigili sono entrati per i controlli all’interno della struttura, intorno alle otto di sera, stavo tornando al residence dopo aver effettuato una visita medica a Napoli – racconta Gennaro – ma gli agenti non hanno voluto sentire ragioni. Ci hanno detto che siamo abusivi, ci hanno persino tacciati di essere dei truffatori, perché avremmo usufruito del bonus di 850 euro del comune senza però entrare all’interno del residence e quindi utilizzare i servizio”. In verità il tutto è stato certificato dalla direzione del residence nero su bianco: spese, utilizzo del servizio biancheria, persino dei pasti. E allora perché Gennaro e Teresa sono stati sbattuti fuori? Un eccesso di zelo, un pasticcio burocratico, o più semplicemente una beffa bella e buona, per una famiglia che ha due bambini da crescere ed una vita di stenti e malattie. “Non sapevamo di essere finiti in una sorta di galera – racconta Teresa – eppure noi siamo usciti soltanto per un paio di ore…”. Da allora Gennaro non si dà pace. Ha cercato di parlare con gli assessori preposti, di attirare l’attenzione mediatica davanti al palazzo di Governo cittadino, mostrato le certificazioni che mostrano i suoi diritti conquistati in anni ed anni di estenuanti attese in lunghe liste. Niente da fare. Oggi la loro vita è tutta raccolta in un abitacolo di una vecchia Lancia verde bottiglia: qualche coperta, cuscini, valigie che attendono da giorni di essere disfatte. “Vogliamo soltanto essere ascoltati – chiedono i due mentre indicano l’auto in cui vivono – siamo stati per l’ennesima volta abbandonati dalle istituzioni…”.

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di Davide Gambardella
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