Cronaca / Nera

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Duro colpo alla criminalità etnica

Sgominata la mafia nigeriana, 6 arresti


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Sgominata la mafia nigeriana, 6 arresti
30/09/2011, 16:09

CASTELVOLTURNO (CASERTA) - Dalle iniziazioni con sfregi e crudeli prove di resistenza fisica, alla riduzione in schiavitù di giovani donne nordafricane. Regolamenti di conti e spedizioni punitive in tutta Italia, estorsioni, ma anche violente aggressioni a colpi di machete. Sulla carta, si ispirano ad un movimento sociale nato negli ambienti universitari nigeriani per la solidarietà e il sostengo della gente di colore (Neo Black Movement of Africa, ndr); ma in pratica sono una delle mafie più pericolose e sanguinarie presenti su scala internazionale. Il nome del clan è Black Axe, Ascia Nera, ma gli inquirenti la definiscono “mafia nigeriana”: un gruppo criminale inedito, per il territorio campano, che sul Casertano riusciva a gestire i traffici illeciti senza vincoli apparenti o eloquenti sottomissioni alla camorra dei Casalesi. Solo sospetti, per ora, che collegherebbero alla camorra locale i luogotenenti della Black Axe. Una colonna, quella campana, con vertici e ruoli rigidi, tutti in grado di gestire in perfetta armonia interne fette di malaffare. Sei le persone finite in manette durante l’operazione dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna su dieci ordini di arresto. Capi e fiancheggiatori stanati all’alba tra Castelvolturno, Roma e Perugia. I reati contestati vanno dall'associazione alla estorsione, alla induzione alla schiavitù. Il blitz è avvenuto nella zona dove nel settembre del 2008 ci fu la cosiddetta "strage dei neri" voluta dal boss dei Casalesi. Le accuse vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso alle estorsioni, dallo sfruttamento della prostituzione al porto e detenzione illegale di armi, dalle minacce alle lesioni personali, fino alla contraffazione di documenti di identità. L`indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, portata avanti con attività d`indagine tradizionale e tecnica, ha documentato gli assetti del gruppo e le violenze, le intimidazioni e il clima d`assoluta omertà tipiche della mafia, con l`imposizione del pagamento di ingenti somme di danaro per finanziare il sodalizio ed estorsioni perfino a chi gestiva lo sfruttamento delle prostitute. Fondamentali anche le dichiarazioni di una ex prostituta sfruttata dal gruppo, che dopo una serie di violenze e minacce ha raccontato agli inquirenti le trame della banda. Documentati anche riti esoterici d`iniziazione e affiliazione al gruppo "Black Axe": i novizi venivano frustati a sangue per testare la resistenza alle torture e veniva loro inciso l`intero polpastrello del pollice per sancire l`appartenenza al gruppo.

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di Rosario Lavorgna
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