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Sgozzò anziana,badante assolta

Dopo la perizia psichiatrica

Sgozzò anziana,badante assolta
30/11/2011, 20:11

RAVENNA- Aveva sgozzato l'anziana che accudiva perchè "spinta a quel gesto dai vampiri". Al termine del rito abbreviato, dopo una perizia psichiatrica, è stata assolta perchè ''incapace d'intendere e volere''. Per Nataliya Shynyan, la 31/enne badante ucraina che la notte del 14 marzo a Ravenna aveva assassinato Elsa Morigi, 88 anni, nell' appartamento di via Santi Baldini (quartiere stazione ferroviaria) dove da tre mesi viveva con l'anziana.  Il Gip Piervittorio Farinella ha deciso sei anni di ospedale psichiatrico giudiziario.
 Il Pm Roberto Ceroni titolare del fascicolo, oltre all’assoluzione, di anni di opg ne aveva chiesti otto. La difesa – avvocato Silvia Fantin – ha invece rilevato quanto i disagi della giovane badante fossero legati alla lontananza dal figlio di otto anni. E per questo ha chiesto al giudice di valutare in tal senso il periodo da fare trascorrere alla ragazza in opg lontana dalla famiglia. La difesa ha poi consegnato alle parti civili – i due figli della vittima, Renato e Luigi, tutelati dagli avvocati Carlo Benini e Silvia Brandolini – una lettera nella quale in buona sostanza la badante intende scusarsi per l’accaduto. Nella sentenza, le cui motivazioni saranno depositate entro trenta giorni, figurano anche 50 mila euro di risarcimento a testa per le due parti civili e 6 mila euro di spese legali.
La badante non era in aula ma è rimasta nell’opg di Castiglione delle Stiviere (Mantova) dove si trova da marzo. Secondo la relazione dello psichiatra ravennate Roberto Zanfini incaricato dal Gip, la trentunenne, sebbene capace di stare in giudizio, è socialmente pericolosa sia per sé che per gli altri. Sulle capacità dell’imputata e sulla sua pericolosità sociale pesavano già altre due perizie dello psichiatra cesenate Michele Sanza incaricato dal Pm: la prima a un paio di giorni dai fatti; e l’altra del 26 aprile scorso. In entrambe era stato valutato che la giovane al momento dei fatti era incapace d’intendere e volere. E la versione da lei raccontata fatta di occhi di vampiri che la scrutavano nella notte, di furto del pensiero e di una congiura oscura contro la sua famiglia facente capo alla vittima, altro non era – secondo lo psichiatra – che l’espressione di un delirio di persecuzione legato a una grave alterazione psichica. Era stata individuata proprio la figura del vampiro – aveva continuato Sanza – perché in Ucraina tali creature sono entità che succhiano energie alle persone. La notte dell’accaduto – secondo quanto accertato dalle indagini dei carabinieri del Roninv e dalle perizie medico-legali – la badante aveva colpito la vittima con 10 fendenti sferrati con due diversi coltelli da cucina: il primo da 10 centimetri che si era presto piegato e l’altro, molto più robusto, da 27 centimetri. Per sette volte l’anziana era riuscita a ripararsi con le mani. Ma tre coltellate, le più profonde, erano andate a segno sulla gola. I primi vigili del Fuoco arrivati sul posto, avevano fatto in tempo a vedere la giovane mentre, a cavalcioni sulla donna, menava e colpi e rideva istericamente. La trentunenne si era poi lanciata di sotto ma era caduta sul tettuccio di un’auto parcheggiata ed era stata arrestata.

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di Broegg Anna Carla
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