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La donna lavorava per la Cgil Bat di Bari

Si allontana dal lavoro per curarsi il cancro, licenziata dalla Cgil


Si allontana dal lavoro per curarsi il cancro, licenziata dalla Cgil
06/05/2010, 19:05

BARI - A volte accade che una brutta malattia ti colpisca e ti costringa ad affrontare un lungo, stressante e doloroso periodo di cure per sopravvivere. Se si tratta di una neoplasia maligna alla tiroide, poi, il percorso terapeutico può essere molto delicato e richiedere diverso tempo. Per tale motivo, come intuibile, sarà impossibile svolgere il regolare turno di lavoro e si dovrà dunque godere di un "riposo" tutelato da un sistema di welfare che dovrebbe essere migliore di quello di un paese del terzo mondo.
Se poi hai la fortuna di essere impiegato presso uno dei baluardi delle lotte dei lavoratori (la Cgil), allora dovresti poter dormire sogni più che tranquilli. E invece? Invece accade che, proprio da quello che dovrebbe rappresentare il simbolo della lotta all'insensibilità di alcuni datori di lavoro, una donna ammalata di cancro ed assente più che giustificata venga incredibilmente licenziata e sollevata dall'incarico svolto nel proprio sindacato. Per la precisione si tratta della Cgil Bat che, dopo un periodo repuato di "assenza ingiustificata" di circa quattro mesi, ha letteralmente silurato la dipendente con una lettera di licenziamento fatta recapitare lo scorso 27 aprile. La vicenda ha scatenato sgomento ed enormi polemiche alle quali è seguita una denuncia per stalking, mobbing e diffamazione da parte della licenziata. Per tutta risposta, il segretario generale della Cgil pugliese Gianni Forte, ha osservato:"Ci sorprende la decisione di ricorrere alla denuncia della Cgil Bat in quanto, pure in presenza di una inadempienza circa la mancata giustificazione della sua assenza dal lavoro per circa quattro mesi, e da cui scaturisce il provvedimento di licenziamento, la Cgil della Puglia, accogliendo la richiesta della federazione di categoria a cui la signora si è rivolta, ha già convocato un incontro per il giorno 11 maggio per ricomporre bonariamente il contenzioso".  Forte, dunque, sembra particolarmente risentito e basito dalla decisione della donna di denunciare il proprio datore di lavoro e data "la disponibilità largamente condivisa - osserva infatti -  la signora farebbe bene a valutare in maniera positiva e con fiducia".
E pensare che, proprio qualche giorno fa, la Cgil con Epifani in prima linea sbraitava riguardo l'oramai mitologico piano di riforma straordinaria del lavoro, chiedendo più tutele per i lavoratori ed aumento delle possibilità impiegatizie.
Ciò che è successo a Bari, nonostante le infastidite dichiarazioni di Forte, è l'ennesima dimostrazione di quanto i sindacati non siano altro che centri di potere probabilmente ancor peggiore dei partiti dato che, come osservano in tanto, operano il gioco sporchissimo di mostrarsi dalla parte degli iscritti ma in realtà operano considerando in via esclusiva la lotta del potere per il potere. L'Italia è un paese da riformare e, i primi a dover essere totalmente rivisti, sono proprio i sindacati in odore di santità e sempre pronti a viaggiare sull'onda della strumentalizzazione e del malcontento del popolo facile da raggirare.

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di Germano Milite
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