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Strozzato dai debiti: ennesima vittima della crisi

Si diede fuoco a Bologna, muore dopo 9 giorni di agonia


Si diede fuoco a Bologna, muore dopo 9 giorni di agonia
06/04/2012, 18:04

Non ce l'ha fatta. Verrà ricordato come l'ennesima vittima del 2012 di una crisi che non lascia scampo. In Grecia la percentuale di suicidi è aumentata del 40 per cento, ed anche in Italia la lista dei cittadini che decidono di togliersi la vita perché non reggono la pressione fiscale si arricchisce di nuove tragedie. Dopo nove giorni di agonia muore Giuseppe C., artigiano, negli ultimi tempi un uomo strozzato dalla spesa che nel nostro Paese lievita sempre più. E che sembra togliere il respiro a pensionati, lavoratori dipendenti, persino agli imprenditori.   Giuseppe è spirato all'ospedale Maggiore di Parma, dove era ricoverato dal 28 marzo dopo esser stato soccorso davanti alla sede della commissione tributaria di Bologna. L'uomo, 58 anni, era stato trasferito in elisoccorso dal capoluogo emiliano, per le gravissime ustioni riportate su tutto il corpo.
La mattina del 28 marzo Giuseppe C. si era dato fuoco dentro la sua Fiat Punto parcheggiata davanti al palazzone che fino a pochi mesi fa ospitava anche la sede della Agenzia delle Entrate. Aveva lasciato accanto alla vettura delle lettere, una proprio alla Commissione tributaria, in cui spiegava di aver ''sempre pagato le tasse'' e chiedeva di ''lasciar in pace'' almeno la moglie, cui aveva rivolto una commovente missiva di addio. L'uomo era tormentato dalle pendenze con il fisco, che gli chiedeva almeno 104.000 euro (cifra non confermata dall'Agenzia, e che probabilmente non teneva conto di cospicue maggiorazioni per sanzioni). Una cifra dovuta al Fisco per lo piu' per sovrafatturazioni, cioe' dichiarazioni di costi maggiori di quelli realmente sostenuti, emerse nei controlli fiscali, e contro cui Giuseppe C. aveva cercato inutilmente di far ricorso alla commissione tributaria provinciale (che gli aveva dato torto). Dagli accertamenti del Fisco era poi nata anche una denuncia penale, visto che era stato accusato di aver usato fatture mendaci. Proprio la mattina del suo gesto disperato, Giuseppe era infatti imputato (rappresentato in aula dal suo legale Massimo Lettera) in tribunale a Bologna per l'accusa di uso di fatture false. Il legale - su mandato dell'assistito - aveva patteggiato una pena di 5 mesi e 10 giorni. Pena sospesa perche' Giuseppe C. era incensurato. Giuseppe si era dato fuoco alle 8.15, prima che l'udienza fosse aperta, ma la notizia in tribunale era arrivata solo nel pomeriggio, quando la sentenza era gia' stata pronunciata.

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di Davide Gambardella
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