Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Fu trovato morto 2 giorni prima di andare a testimoniare

Si infittisce il mistero sulla morte di Vanacore


Si infittisce il mistero sulla morte di Vanacore
20/05/2010, 13:05

TARANTO - L'autopsia fatta sul corpo di Pietrino Vanacore ha dimostrato che non c'è traccia di veleno o di droga nel suo stomaco e ha confermato che l'uomo è morto per annegamento. Questo aggiunge un alone di mistero alla vicenda, data la stranezza delle circostanze della sua morte. Infatti Vanacore fu trovato cadavere lo scorso 9 marzo, annegato in un fiume che in quel punto era profondo 90 centimetri e con una corda legata alla caviglia. Poco distante l'autovettura con dentro tre messaggi in cui diceva: "20 anni di sofferenze e di sospetti ti portano ad ucciderti, lasciate almeno in pace i miei familiari". I "20 anni" sono quelli relativi all'omicidio di via Poma, a Roma: Vanacore era infatti il portiere dello stabile, quando fu uccisa a coltellate Simonetta Cesaroni.
Quindi apparentemente un suicidio. Ma come si fa a suicidarsi in 90 centimnetri d'acqua? Per questo inizialmente si era pensato ad un veleno o una droga che potesse avere causato uno stordimento o un abbassamento di coscienza tale da non fargli rendere conto di cosa stava facendo. Ma l'autopsia ha riscontrato, nello stomaco dell'anziano portiere, solo i resti della colazione che aveva fatto quella mattina: caffè e una zeppola.
Un altro elemento da non sottovalutare sono proprio i suoi rapporti con le vicende di via Poma. Infatti Vanacore fu indagato per l'omicidio della Cesaroni, arrestato e poi prosciolto. E due giorni dopo la data della morte era atteso a Roma a testimoniare per le nuove udienze di quel processo che ora vedono come imputato l'allora fidanzato della giovane segretaria.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©