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Dichiarato cerebralmente morto dopo grave incidente

Si risveglia poco prima dell’espianto dei suoi organi


Si risveglia poco prima dell’espianto dei suoi organi
29/12/2011, 17:12

ARIZONA – Sam Schmid, studente universitario in un college dell’Arizona, era stato dichiarato cerebralmente morto in seguito ad un grave incidente in cui era stato coinvolto ma, poco prima dell’espianto di suoi organi, si risveglia. Un vero miracolo dunque per il giovane Sam.
Schmid, iscritto alla facoltà di economia all’Università dell’Arizona, lo scorso 19 ottobre è stato vittima di un incidente stradale avvenuto a Tucson.
Le ferite riportate dal ventunenne erano talmente gravi che non era stato possibile curarlo presso l’ospedale locale così è stato necessario il trasferimento al Barrow Neurological Institute presso il St. Joseph's Medical Center di Phoenix,dove ha subito un'operazione che lo ha tenuto in vita, anche se in stato di coma.
Non appena il personale dell'ospedale ha iniziato a parlare ai genitori della donazione degli organi di Schmid, il ragazzo ha iniziato a rispondere alle cure, arrivando a sollevare due dita a comando. Oggi può camminare con l'aiuto di un deambulatore e persino parlare, anche se lentamente.
I dottori sono fiduciosi nel fatto che potrà ristabilirsi completamente.
"Nessuno poteva farmi un regalo migliore per Natale", ha detto sua madre, Susan Regan, vice presidente della compagnia di assicurazione Lovitt-Touche.
"Sembra un miracolo", ha continuato la signora Regan, 59 anni di fede cattolica. "Ho amici atei che, dopo aver ascoltato la storia di Sam mi hanno chiamato per dirmi che torneranno in chiesa".
Che sia un vero miracolo lo sostiene anche il dottore del ragazzo, il neurochirurgo Robert Spetzler. "Sono interdetto dallo straordinario recupero del ragazzo avvenuto in così poco tempo, considerata la gravità delle ferite che aveva riportato".
Il dottor Spetzler crede che il ragazzo ce la farà, ma è possibile che abbia bisogno di sostegno durante tutta la sua vita.
"Sembrava che tutte le probabilità fossero contro di lui", ha dichiarato Spetzler, che può vantare più di seimila operazioni e che ha formato il dottore che operò il membro del Congresso Gabrielle Giffords, dopo che le fu esploso un colpo di pistola all'inizio di quest'anno.
Durante l'operazione Spetzler ha risanto la zona colpita dall'aneurisma "come se fosse un copertone": procedura che sembra aver funzionato bene.
Per giorni Schmid sembrava non rispondere alle cure, ma come ha ricostruito il dottore, le ferite riportate non erano così gravi come riportato dalle radiografie. Così ha deciso di tenere Schmid meccanicamente in vita più a lungo.
"Aveva avuto un emorragia, un aneurisma e un infarto", ricorda Spetzler. "Ma il coagulo di sangue non aveva raggiunto la parte vitale del suo cervello. Inoltre l'infarto non era stato così grave da far credere di non poter avere nessuna possibilità di salvezza".
Così mentre Spetzler dava alla famiglia  poche possibilità di salvezza per il giovane,nello stesso tempo ordinava ulteriori risonanze magnetiche per individuare nuove zone del cervello oscurate, ossia morte. "Se non le avessi trovate, avrei continuato a dargli maggiore supporto, ma non volevo dare alla famiglia false speranze".
La madre di Schmid ha detto che nessuno le ha specificatamente chiesto se suo figlio avesse mai espresso la volontà di donare i suoi organi, "ma hanno iniziato sottilmente a parlarmi di qualità della vita".
"Ad un certo punto ho sentito che dovevamo prendere una decisione, e ho iniziato a pregare", ricorda la signora Regan.
Come per miracolo, mentre i genitori di Sam prendevano una decisione al riguardo, il ragazzo iniziava a dar segni di miglioramento.
Oggi Sam riesce a parlare chiaramente e ha dichiarato a ABCNews.com "Mi sento bene, certo sono ancora su una sedia a rotelle, ma sto ricevendo un sacco di aiuto".
Sam non ricorda nulla dell'incidente."Mi hanno raccontato tutto dopo il risveglio, ma non ho nessun ricordo dell'accaduto". Schmid stava tornando dall'allenamento di basket nella sua precedente scuola cattolica, quando un camion ha sbandato nella sua corsia. La jeep su cui viaggiava si è schiantata contro un palo, atterrando su un fianco.
La mano sinistra di Schmid e entrambi i suoi femori si erano fratturati e hanno richiesto un intervento chirurgico. Ma la parte peggiore sono state le ferite alla testa, che potevano essergli fatali.
Le persone coinvolte nella vita di Schmid pensano che siano stati l'affetto di amici e famiglia, oltre che le cure ricevute all'ospedale di Barrow, a fare la differenza. Suo fratello John, 24 anni, ha addirittura preso un permesso per stare accanto a suo fratello.
La sua famiglia ha attraversato il paese per stargli accanto, mentre i membri della confraternita Delta Chi gli hanno fatto visita regolarmente.
"Eravamo preparati al peggio", ha detto John Schmid. "Il miracolo - per farla breve - è stato passare dal momento prima della donazione di organi alla riabilitazione. Un'emozione da brivido".
John Schmid racconta che il modo di parlare di suo fratello Sam è ancora lento, ma che comprende perfettamente ciò che gli dicono gli altri. La formazione di Sam come allenatore di basket e come istruttore di sci lo hanno probabilmente aiutato.
"Onestamente sono senza parole", ha dichiarato John Schmid. "Sono solo molto fiero di Sam. Ha una robusta costituzione ed è una persona molto determinata. Ma devo dire che mi ha davvero aperto gli occhi, mi ha dato una lezione e mi ha insegnato che non si può dare nulla per scontato".
Anche il chirurgo di Sam è della stessa opinione. "Quando salvi qualcuno, affrontando la devastazione neurologica del paziente, ti senti al massimo", ha dichiarato Spetzler. "Bilanciato ovviamente da quando fallisci nell'aiutare qualcuno".
"In un certo senso questo caso ha del miracolo: è un grande miracolo di Natale".
Quando si chiede a Spetzler di dare una spiegazione scientifica al caso la sua risposta è incerta: "Ci sono tante cose che non possono essere spiegate sul cervello e su quella condizione vicina alla morte che Sam ha affrontato".
"L'intera famiglia è stata al suo fianco notte e giorno, vegliando su di lui, per poi avere in dono la speranza di vederlo di nuovo in piedi", ha raccontato il chirurgo. "Ma io sono fortemente convinto che il pensare positivo e l'energia positiva concentrati una stanza possono solamente aiutare”.

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di Erika Noschese
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