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La protesta affinchè il governo si adoperi per i dico

"Siamo gay. Vogliamo sposarci" Ed iniziano lo sciopero dalla fame in diretta web


'Siamo gay. Vogliamo sposarci' Ed iniziano lo sciopero dalla fame in diretta web
05/01/2010, 22:01

SAVONA - "Non mangeremo finché Montecitorio non metterà in calendario le proposte di legge sui matrimoni gay”; è il proposito fermo ed irriducibile di Francesco Zanardi, impreditore 38enne che lavora nel settore informatico e del suo compagno Manuel Incorvaia; di 22 anni. I due convivono dal 2007 ma sottolineano che "per lo stato non esistiamo" e, di conseguenza, che quello di sposarsi rimane soltanto un sogno. La coppia gay ha però deciso di darsi allo sciopero della fame fin quando dal governo non ci saranno segnali credibili riguardo alle unioni di fatto. Francesco e Manuel assicurano che, da oggi, sarà attivo un collegamento h24 dalla web cam del loro appartamento; precisando infatti che:“Trasmetteremo sul nostro sito .Racconteremo i nostri tormenti e vivremo insieme, virtualmente, a tutti coloro che vogliono sostenerci".
Ma i tempi della politica italiana sono lunghi, a volte quasi eterni e, i due "autoaffamati", rischiano di perdere chili e speranze senza ottenere alcun risultato. Per tale ragione, con un pizzico d'ironia, Francesco dice di essersi rivolto a Marco Pannella; oramai considerato all'unanimità un "esperto di digiuni" (alimentari ma soprattutto elettorali).
"Ci ha consigliato di bere tre cappuccini al giorno, ingoiare vitamine e bere, bere tanto. Faremo come lui ci ha detto", dice il 38enne originario di Savona. E lui quello più battagliero e in un'intervista su Repubblica aggiunge difatti che "In Italia ci sono due modi per essere omosessuali: l’una, quella scelta da me e da Manuel è mostrasi al mondo così come si è, senza nascondere nulla a nessuno, in pace con se stessi. Oppure non essere visibile: meno problemi sociali ma molti più interni. Lo Stato ti fa sentire un essere sbagliato. Ma noi non siamo sbagliati. Vogliamo il rispetto dei diritti riconosciuto ai coniugi eterosessuali, così come sancito dalla Costituzione".
Insomma: on-line tutto il giorno anche a costo di rinunciare ad un po' di privacy pur di portare avanti quella che viene considerata dalla coppia una battaglia sacrosanta. L'angoscia per la mancanza di diritti colpì il più grande dei due durante una vacanza in Grecia:"Una sera, durante un viaggio in Grecia, sono stato vittima di una grave aggressione omofobica. Mentre ero all’ospedale pensavo: se da qua non uscirò vivo, Manuel perderà tutto. Non solo me, ma anche tutti i miei averi, la casa, le pensione, tutto. Noi due viviamo come marito e moglie, ma per la legge italiana Manuel non ha alcun diritto, non esiste. E queste cose non sono accettabili in uno stato di diritto".
Il segretario dell'associazione radicale Certi Diritti Sergio Rovasio è il primo a dare pieno sostegno ai ragazzi e ad aggiungere che "se in italia ci fossero 2-300 pazzi come Francesco e Manuele, a quest'ora avremmo già vinto la battaglia per i diritti civili". Pieno appoggio anche da Vladimir Luxuria, Annapaola Concia, Franco Grillini e un prete;  il leader delle comunità cristiane di base
don Franco Barbero.
In ogni caso, tornando al discorso del provvedimento che il governo dovrebbe prendere, qualche spiritoso (ma non noi che siamo carini e coccolosi come i pinguini di "Madagascar") potrebbe suggerire ai ragazzi di volgere la speranza in un unico senso: ovvero affinché Silvio Berlusconi si riscopra presto omosessuale...in tal mondo, c'è da starne più che certi, la legge sarebbe pronta prima di perdere anche un solo grammo d'adipe; o no?

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di Germano Milite
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