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“III patto per Roma sicura”: 4 i punti programmatici

Sicurezza a Roma: Alemanno e Maroni trovano l’intesa

Più agenti in strada e nuovo decreto sui poteri del sindaco

Sicurezza a Roma: Alemanno e Maroni trovano l’intesa
02/09/2011, 16:09

ROMA – Un vertice sulla sicurezza nella Capitale: intesa trovata tra il sindaco capitolino, Gianni Alemanno, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che durante un incontro in Campidoglio si sono trovati di comune accordo. Tutti i temi affrontati nel corso del faccia a faccia saranno sviluppati dal sottosegretario Alfredo Mantovano e finiranno nel “III patto per Roma sicura”: ne è convinto ed ottimista il primo cittadino romano che è riuscito ad intascare, a quanto pare, una promessa del ministro Maroni. Quest’ultimo, infatti, si sarebbe impegnato a sottoscrivere personalmente in Prefettura il “III patto per Roma sicura”. Che questo nuovo prodotto partorito possa avere i risultati auspicati o no non è ancora dato saperlo, ma di sicuro proprio il tema della sicurezza nella Capitale si configura come uno dei punti sui quali lo stesso sindaco Alemanno, e la squadra da lui organizzata, pare abbia particolarmente fallito.

I PUNTI DEL NUOVO PATTO
È stato lo stesso Alemanno a spiegare che il colloquio con il titolare del Viminale si è articolato su quattro punti. Ecco le misure messe all’ordine del giorno: aumento degli agenti in strada per il monitoraggio del territorio, un nuovo decreto legge per rafforzare i poteri dei sindaci a emanare ordinanze, una struttura ad hoc per il controllo delle bande territoriali con vocazione alla criminalità e un’agenzia per il contrasto dell’infiltrazione della mafia nelle attività economiche capitoline. È proprio su questi quattro punti che si articola il terzo patto per la sicurezza, e sui quali pare sia stata raggiunta un’intesa. Si intensificheranno, inoltre, le misure di contrasto alle “lucciole”, sul quale Alemanno ha dichiarato: “Nel Patto per Roma deve essere inserito il reato di prostituzione in strada, perchè anche questo può essere gestito dalle bande territoriali”.

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di Antonio Formisano
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