Cronaca / Giudiziaria

Commenta Stampa

Assolto il presidente Confalonieri

Silvio Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione


Silvio Berlusconi condannato a 4 anni di reclusione
08/05/2013, 20:20

AGGIORNAMENTO A CURA DI ERIKA NOSCHESE

MILANO – La sentenza dei giudici della seconda Corte d’Appello di Milano parla chiaro: Silvio Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione, di cui tre coperti da indulto. Il leader di centro destra è accusato di frode fiscale nell'ambito del processo sulla compravendita dei diritti tv Mediaset. È stata dunque confermata la sentenza di primo grado dei giudici della Corte d'appello.
Intanto, mentre Berlusconi viene condannato, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e altre due persone sono state invece assolte. Confermata anche la provvisionale di 10 milioni di euro a favore dell'Agenzia delle Entrate che dovrà versare Silvio Berlusconi in solido con le altre tre persone condannate.
Oltre all’ex premier,condannato per frode fiscale per 7,3 milioni di imposta evasa al netto degli anni coperti da prescrizione, sono stati condannati anche gli allora manager di Mediaset Daniele Lorenzano (3 anni e 8 mesi) e Gabriella Galetto (1 anno e 2 mesi) e il produttore statunitense, suo "socio occulto", Frank Agrama (3 anni). In più l'ex presidente del Consiglio si è visto confermare l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici e, tra l'altro, per 3 dagli uffici direttivi delle imprese, una pena accessoria che scatterà casomai la sentenza dovesse diventare definitiva.


MILANO - Niente sospensioni, il processo Mediaset va avanti. La Corte d'Appello di Milano ha respinto la richiesta, avanzata dai legali di Silvio Berlusconi, di rinvio in attessa della decisione della Corte Costituzionale. Infatti la Suprema Corte deve decidere su una questione molto specifica, una udienza del 2010 in cui l'ex premier chiese il rinvio per legittimo impedimento in quanto impegnato in un consiglio dei ministri (all'ordine del giorno un ddl che venne presentato 2 mesi dopo). Il rinvio non venne concesso in quanto l'udienza era stata fissata da oltre una settimana, mentre il Cdm era stato fissato solo il venerdì. Di conseguenza era palese che si trattasse di un impegno creato appositamente per ottenere il rinvio; e quindi mancavano i presupposti per considerare l'impedimento "legittimo". Secondo la Corte d'Appello, la decisione non "risulta decisiva ai fini della definizione della presente fase di gravame". 
In questo processo Berlusconi è già stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Se la sentenza di condanna dovesse essere confermata in secondo e terzo grado, causerebbe l'espulsione di Berlusconi dal Parlamento e la sua impossibilità ad essere rieletto. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©