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Simone Schettino scrive una lettera alla Lega Calcio


Simone Schettino scrive una lettera alla Lega Calcio
04/04/2012, 10:04

Simone Schettino sveste i panni di comico per una sera ed indignato dagli insulti che il “tifo” juventino ha lanciato verso la sua città e la sua squadra del cuore, durante la partita Napoli - Juve di domenica scorsa, interviene per aprire gli occhi alla Lega Calco, del tutto indifferente alla questione. Lo fa in maniera elegante dando la parola al Vesuvio, soggetto spesso invocato dai tifosi bianconeri. Intervenuto alla trasmissione di Canale 9 “Goal Show”, il comico torna a leggere quella lettera che tempo fa lesse ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.
Una lettera tornata di attualità che Schettino indirizza a Gianpaolo Tosel, Giudice sportivo della Lega Calcio. A “parlare” è il celebre vulcano, simbolo del capoluogo partenopeo, puntando il dito verso il cattivo gusto dei cori e degli striscioni bianconeri che, con pessimo gusto, hanno utilizzato drammatiche calamità naturali per colpire il pubblico dei loro avversari.
«Da diversi decenni, non sempre ma molto spesso, durante una partita di calcio sento invocare il mio nome ad alta voce. Urla che mi implorano di risvegliarmi, di compiere stragi, frasi del tipo " Vesuvio pensaci tu " o peggio ancora " Vesuvio lavali col fuoco!!!"».
Quello di Schettino è un tentativo pacifista per accendere i riflettori su una triste realtà che ha visto più volte protagonisti i tifosi della Juve.
«Nessuno, e sottolineo nessuno del mio popolo, in uno stadio o altrove, si è mai permesso di invocare una nuova frana in Valtellina, nessuno ha mai esposto uno striscione con su scritto " Forza Tanaro ", il fiume che anni fa straripando uccise numerose persone in Piemonte, ne tantomeno ha invocato con dei cori un nuovo terremoto in Friuli,terra a lei molto cara anche perchè è nato ad Udine, o un' altra alluvione a Firenze o in Liguria.
Mi risulta al contrario che ogniqualvolta sia avvenuta una catastrofe del genere, il mio popolo è stato sempre pronto ad aiutare, sia fisicamente che moralmente, le persone colpite da queste tragedie».
Non è la prima volta infatti che lo Juventus Stadium viene richiamato per atti offensivi nei confronti della squadra ospite. L’Alta Corte di Giustizia del Coni aveva già penalizzato la struttura con una multa di 25mila euro ed una diffida a causa di cori razziali, per la violazione del minuto di silenzio e di uno striscione contro Moratti.
Oggi la storia si ripete, numerose le offese nei confronti della città di Napoli “Vesuvio wash it” e “Benvenuti in Italia” ma questa volta nessun provvedimento è arrivato da parte delle autorità competenti che fanno orecchie da mercante mentre un intero popolo è arrabbiato e protesta sul web in cerca di attenzione.
Ecco la lettera integrale di Simone Schettino:
Esimio Dottor Tosel, giudice sportivo della Lega Calcio, le scrivo questa lettera perchè lei è uno di quelli che potrebbe aiutarmi, anche se il mio problema non si limita al mondo del calcio. Innanzitutto mi presento, il mio nome è Vesuvio, sono un vulcano che vive in Campania, ho 25000 anni, e come tutti ben sanno riposo da oltre mezzo secolo.
Da diversi decenni, non sempre ma molto spesso, durante una partita di calcio sento invocare il mio nome ad alta voce. Urla che mi implorano di risvegliarmi, di compiere stragi, frasi del tipo " Vesuvio pensaci tu " o peggio ancora " Vesuvio lavali col fuoco!!! ".
Io ogni volta sono costretto a svegliarmi, col terrore che sia Madre Natura che in quel momento mi ordina di compiere una catastrofe, ed invece puntualmente cosa scopro??
Che sono gli ennesimi imbecilli che da anni invocano il mio nome.
Ma chi dovrei uccidere secondo questi deficienti? Chi dovrei massacrare??
La mia terra, il mio popolo, la mia gente ed i miei figli??
Premesso che essendo un vulcano mi interesso poco del mondo del calcio,non c'è bisogno di essere un esperto per sapere ciò che ora sto per dirle.
Nessuno, e sottolineo nessuno del mio popolo, in uno stadio o altrove, si è mai permesso di invocare una nuova frana in Valtellina, nessuno ha mai esposto uno striscione con su scritto " Forza Tanaro ", il fiume che anni fa straripando uccise numerose persone in Piemonte, ne tantomeno ha invocato con dei cori un nuovo terremoto in Friuli,terra a lei molto cara anche perchè è nato ad Udine, o un' altra alluvione a Firenze o in Liguria.
Mi risulta al contrario che ogniqualvolta sia avvenuta una catastrofe del genere, il mio popolo è stato sempre pronto ad aiutare, sia fisicamente che moralmente, le persone colpite da queste tragedie.
Quindi, dando a Cesare quel che è di Cesare, almeno venga riconosciuto che questo pessimo gusto, questa crudeltà d'animo, questo gravissimo squallore che si manifesta puntualmente in numerosi stadi, seppur attribuito ad alcuni e non a tutti, non è mai stato tipico della mia gente.
Si tratta di sensibilità d'animo, e quella non la si può acquistare al mercato, o ce l'hai o non ce l'hai, e la puoi avere solo se hai provato realmente cos'è la sofferenza.
Tra l'altro, se come sostengono in molti, questo razzismo becero e questa crudeltà d'animo riguarda solo alcuni imbecilli, a maggior ragione ci vorrebbe poco a non dargli più fiato.
Basta semplicemente applicare il regolamento previsto!!
Molto probabilmente queste mie parole non le arriveranno mai, Dottor Tosel, ma nutro ancora una flebile speranza che tutto ciò non accadrà più, altrimenti devo dedurre che lei non è idoneo a ricoprire il suo ruolo in merito alla giustizia sportiva.
Distinti saluti.
Firmato: il vulcano Vesuvio, che da anni riposa in pace sognando che al popolo Napoletano venga riconosciuta la propria dignità.
Simone Schettino

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di Redazione
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