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Onu: regime autore di crimini contro l’umanità

Siria: 5mila morti da inizio repressione

L’intervento di Navy Pillay criticato dalla Russia

Siria: 5mila morti da inizio repressione
13/12/2011, 11:12

DAMASCO – L’Onu denuncia 5mila morti in Siria e chiede che il regime di Damasco risponda di “crimini contro l’umanità” davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aja. La richiesta è stata presentata nel corso di una sessione del Consiglio di Sicurezza del Palazzo di Vetro dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay. “La diffusione e la natura sistematica delle uccisioni, delle detenzioni, degli arresti e delle torture” in Siria inducono a ritenere tali atti dei veri e propri “crimini contro l’umanità”, ha affermato la Pillay, aggiungendo che da marzo anche 300 bambini sono morti a causa della repressione.
Il suo intervento è stato duramente criticato dall’ambasciatore siriano all’Onu, Bashar Jaafari, che ha accusato l’Alto Commissario di “fuorviare l’opinione pubblica”, fidandosi delle informazioni diffuse dai disertori. Critico anche l’ambasciatore russo, Vitaly Churkin, secondo cui i Paesi occidentali sono ormai orientati “verso un cambio di regime (in Siria, ndr)” e “ostacolano il dialogo all’interno del Paese e tra la Siria e la Lega Araba”: un atteggiamento che il diplomatico russo ha definito “molto pericoloso”.
Una dura condanna nei confronti dello “scandaloso” silenzio del Consiglio di Sicurezza è invece arrivata dalla Francia, che attraverso l’ambasciatore Gerard Araud ha avvertito che l’Onu è “moralmente responsabile” delle vittime in Siria. Intanto, sul terreno la situazione rimane critica. L’opposizione insiste con lo sciopero generale, giunto al secondo giorno, mentre i morti registrati ieri sono stati, secondo gli attivisti, 15. Sempre ieri nel Paese di Bashar al-Assad si sono tenute le elezioni municipali, bollate come una “farsa” dalle opposizioni.

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di Antonio Formisano
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