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Atteso il discorso televisivo del rais. Non oltre mercoledì

Siria, a Daraa la gente torna in piazza. L’esercito assedia


Siria, a Daraa la gente torna in piazza. L’esercito assedia
28/03/2011, 21:03

In attesa del discorso televisivo alla nazione che il presidente Bashar al Assad dovrebbe tenere entro mercoledì e nel quale dovrebbe annunciare l’abrogazione della legge d’emergenza in vigore da 48 anni, la città meridionale di Daraa, epicentro nei giorni scorsi della dura repressione delle manifestazioni anti-regime da parte dei residenti, è stata teatro oggi di nuove proteste inscenate da centinaia di persone sotto la minaccia dei carri armati dell’esercito. Secondo testimoni oculari, nella città a pochi km dal confine con la Giordania e ribattezzata da attivisti e dissidenti “la porta della libertà” per l’alto tributo di sangue pagato in appena dieci giorni di proteste (circa 130 morti secondo organizzazioni umanitarie), le forze dell’ordine avrebbero sparato contro la folla, circostanza immediatamente smentita dai media ufficiali. I residenti sono tornati a invocare a gran voce “la fine dello Stato d'emergenza” e a urlare altri slogan ormai ripresi anche dai social network e diffusi sui video amatoriali presenti su Youtube. Oltre alla presenza massiccia di forze di sicurezza all’interno di Daraa, i testimoni riferiscono dell’assedio da parte dei carri armati dell’esercito, che rimarrebbero però ai confini del centro abitato. I tank dell’esercito regolare di Damasco stazionano invece ormai da tre giorni nel cuore di Latakia, porto a nord-ovest di Damasco e capoluogo della regione alawita (branca dello sciismo) da cui proviene la famiglia Al Assad e i clan a loro alleati. Nella città abitata da sunniti, alawiti e anche da cristiani, secondo testimoni oculari la vita sarebbe tornata alla normalità soltanto in alcune zone centrali, mentre gli altri quartieri rimangono deserti, con i segni ancora evidenti della guerriglia urbana scatenata tra venerdì e sabato da non meglio precisate “bande armate di stranieri” e “cecchini” appostati sui tetti. Per inviare un segnale di distensione, il regime ha oggi organizzato un incontro tra ulema sunniti e alawiti di Latakia, mentre a Damasco gli imam delle moschee della capitale sono stati chiamati a partecipare a una riunione ufficiale, al termine della quale hanno sottoscritto un comunicato in cui si ribadisce la fedeltà al regime. E mentre a Damasco si diffondono voci sempre più concordanti di una mobilitazione di massa, domani, da parte dei lealisti, che dovrebbero culminare in serata con l’apparizione sugli schermi della tv di Stato dell’amato rais, il parlamento siriano ha oggi osservato un minuto di silenzio per i “martiri caduti” nel Paese e “in segno di rispetto per le proteste e le rivendicazioni del popolo”.

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di AnFo
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