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L’esercito siriano annuncia l’inizio della sua ritirata

Siria, caccia ai ribelli nella notte. Oltre 300 arresti


Siria, caccia ai ribelli nella notte. Oltre 300 arresti
05/05/2011, 10:05

DAMASCO - Da quando è iniziata la rivolta in Siria, il giorno che più si teme è il venerdì. Il venerdì della preghiera, ma soprattutto, come ormai ribattezzato da più tempo, il “venerdì della collera”. Questa volta, pur di prevenire un nuovo venerdì che possa trasformarsi in proteste e in un numero di vittime abbastanza elevato, il regime siriano ha deciso di mobilitarsi in anticipo e di fare piazza pulita dei dissidenti, prima che questi potessero guidare un nuovo giorno di ribellione. Nella notte, infatti, i militari hanno arrestato decine di persone a Saqba, poco fuori Damasco. “Hanno approfittato del buio”, ha detto un attivista dei diritti umani, “avevano una lista di individui e sono andati a scovarli casa per casa. In tutto saranno circa 300”. Secondo l’organizzazione Insan, dal 15 marzo scorso, quando cominciò la protesta contro il clan del presidente Bashar al Assad, sono finiti in carcere circa 8.000 dissidenti. Dello stato di salute di gran parte di loro il regime non lascia trapelare alcuna informazione e soprattutto, a quanto pare, il numero degli arresti è destinato ad aumentare.
Intanto, l’esercito siriano, che assedia la città meridionale di Daraa dal 25 aprile scorso, comincerà oggi a ritirarsi. Lo ha detto all’Afp il generale Riad Haddad. “L’esercito ha raggiunto la sua missione a Daraa e comincerà a ritirare le sue truppe nelle prossime ore”, ha indicato il generale Haddad, direttore del dipartimento politico dell’esercito siriano. “La ritirata sarà condotta in modo graduale, e la città tornerà alla normalità”. Queste parole arrivano come conferma all’annuncio del presidente siriano Bashar al Assad, che aveva anticipato ieri l’imminente fine della missione dell’esercito a Daraa, teatro di una cruenta repressione delle manifestazioni anti-regime. “Le unità dell’esercito entrate a Daraa il 25 aprile termineranno ben presto la loro missione”, aveva infatti anticipato Assad.

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di Antonio Formisano
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