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Decine di persone in piazza per la morte di Bashar al Assad

Siria: Damasco e la Lega Araba raggiungono un accordo

Via l’Esercito dalle strade e dialogo con l’opposizione

Siria: Damasco e la Lega Araba raggiungono un accordo
01/11/2011, 15:11

DAMASCO - Un accordo tra Damasco e la Lega Araba sarebbe stato raggiunto per porre fine a oltre sette mesi di violenze in Siria. L’annuncio arriva dal ministro degli Esteri algerino, Mourad Medelsi, attraverso la tv siriana Al-Arabiya. A quanto pare, infatti, l’accordo sarebbe stato raggiunto dopo la riunione di ieri a Doha, che ha visto schierati da una parte la commissione ministeriale della Lega Araba (composta da Qatar, Algeria, Egitto, Oman e Sudan) incaricata di seguire il dossier siriano, dall’altra parte, invece, i rappresentanti di Damasco, primo tra tutti il capo della diplomazia Walid al-Muallim. Stando a quanto si è potuto apprendere, l’iniziativa proposta dalla Lega Araba prevede il ritiro dell’Esercito siriano dalle strade delle città del Paese, messe a ferro e fuoco da oltre sette mesi da continue proteste antigovernative e sanguinose repressioni; la liberazione di tutti i prigionieri politici e infine l’avvio del dialogo al Cairo tra il governo e l’opposizione. Damasco, dal canto suo, pur dicendosi favorevole all’ipotesi di possibili dialoghi con l’opposizione, vorrebbe però che questi “colloqui” si tengano in patria.
Intanto, un nuovo giorno di proteste anti regime si è consumato in Siria. Decine di manifestanti siriani hanno sfilato nel cuore della città vecchia di Damasco, in un inedito corteo durante il quale è stato scandito lo slogan “Il popolo/vuole/l’uccisione del rais Bashar al Assad”. Sono stati i giovani a sfilare nel mercato coperto Midhat Pasha di Damasco, quando i negozi del tradizionale suq, meta di turisti da tutto il mondo, erano ancora aperti. A differenza dei sobborghi della capitale, le manifestazioni anti regime nel centro di Damasco, e soprattutto nel cuore della città vecchia, sono molto rare, a causa della fitta presenza di forze di sicurezza.

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di Antonio Formisano
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