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Congelamento dei beni per 13 persone

Siria: entrano in vigore le sanzioni Ue

Colpito anche il fratello del presidente Bashar

Siria: entrano in vigore le sanzioni Ue
10/05/2011, 12:05

BRUXELLES – Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue entrano in vigore oggi le sanzioni decise la settimana scorsa dall’Unione europea sul regime siriano. Tra le 13 persone contro le quali tali sanzioni vanno, c’è anche il fratello del presidente siriano Bashar al Assad. Si tratta di Maher al-Assad, a capo di una divisione dell’esercito siriano: secondo quanto si è potuto apprendere sarebbe “il principale supervisore della violenza contro i dimostranti”.
Contro di lui e contro altri 12 leader del regime è scattato, dunque, il bando dei visti ed il congelamento dei beni adottato dai 27, che hanno deciso anche un embargo sulle esportazioni di armi e di materiale che può essere usato per la repressione interna. In una nota diffusa ieri a tarda sera, l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton, ha avvertito che l’Ue “considererà l’estensione delle misure restrittive, anche al livello più alto della leadership”, se la repressione violenta contro i manifestanti continuerà. Il riferimento va alla possibilità di colpire con le sanzioni lo stesso presidente, al momento escluso, secondo quanto deciso venerdì scorso, con l’idea, secondo fonti diplomatiche, “di non metterlo subito con le spalle al muro”.
Nelle intenzioni di Bruxelles, ha voluto spiegare la Ashton, “l’obiettivo di queste misure è di ottenere un cambiamento della politica della leadership siriana senza ulteriori indugi”. L’Ue, infatti, esorta la Siria a mettere fine immediatamente alle violenze e a introdurre rapidamente riforme politiche sincere e complessive, l’unico modo per dare pace e stabilità alla Siria. Tra le 13 persone colpite dalle sanzioni Ue per il loro coinvolgimento nella repressione violenta ci sono anche il capo dell’intelligence di Damasco, Ali Mamlouk, il ministro degli Interni, Mohammad Ibrahim Al-Chaar, ed un uomo d’affari vicino a Maher al- Assad, Rami Makhlouf, che “finanzia il regime, consentendo la violenza contro i dimostranti”.

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di Antonio Formisano
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