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In circa 30.000 si sono riuniti in un sit-in

Siria: gli osservatori a Homs. Ma il popolo scende in piazza

I delegati della Lega Araba sono in città

Siria: gli osservatori a Homs. Ma il popolo scende in piazza
27/12/2011, 15:12

DAMASCO - È da Homs che inizia la missione della Lega Araba in Siria. I circa cinquanta osservatori, infatti, sono giunti nella città, da mesi cuore della protesta anti regime, e si sono subito messi al lavoro: il team, diviso in cinque squadre di dieci persone, ha iniziato a visitare il quartiere di Bab Amro, teatro di violenti scontri, e l’ospedale nazionale della città. L’ingresso degli osservatori in suolo siriano è stato reso possibile grazie alla firma del protocollo della Lega Araba da parte del regime di Bashar al Assad e l’ingresso nella città di Homs avviene dopo che per giorni interi i soldati dell’Esercito siriano hanno circondato la zona, dando vita a violenti scontri a fuoco e provocando centinaia di vittime. Gli osservatori sono incaricati di monitorare l’attuazione del piano di pace elaborato dalla Lega Araba.
Intanto, proprio nel giorno di inizio missione, ad Homs, nel quartiere di Khalidiya, circa 30.000 residenti si sono riuniti in un sit-in, per protestare contro il regime e la repressione e per invocare un intervento immediato degli osservatori arabi. In un video amatoriale pubblicato su Youtube da attivisti di Homs, e in cui un cartello ben visibile indica la data del 27 dicembre 2011, una donna dal palco afferma, parlando a un megafono: “Mentre noi siamo qui radunati, gli osservatori sono dall’altra parte della città. Venite qui a Khaldiya,dove le pallottole di Bashar non ci fanno paura!”. Secondo l’opposizione, infatti, il regime avrebbe ritirato alcuni carri armati dalle zone periferiche della città, proprio in previsione dell’arrivo della delegazione, e allo stesso modo avrebbe fatto sparire centinaia di cadaveri dall’obitorio e trasferito i detenuti nelle basi militari, dove l’accesso agli osservatori è vietato. Sempre nell’area di Homs, vicino Rastan, l’agenzia di regime ha riferito di un “attacco terroristico” contro un gasdotto, già preso di mira nei mesi passati. Al confine con la Turchia, inoltre, le forze speciali siriane avrebbero respinto “gruppi terroristici”, che cercavano di infiltrarsi in Siria, uccidendo diverse persone.

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di Antonio Formisano
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