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Ieri alle 20 locali l’arrivo del team della Lega Araba

Siria: i sessanta osservatori inizieranno da Homs

La città sempre più scenario di sangue e morte

Siria: i sessanta osservatori inizieranno da Homs
27/12/2011, 09:12

DAMASCO – Sessanta persone, cinquanta delle quali sono osservatori, mentre i restanti dieci sono funzionari del segretariato della Lega Araba: è il secondo team di osservatori giunto in Siria ieri alle 20 locali, ed ora diretto verso la città di Homs. Sarà proprio da lì, città cuore della ribellione al regime di Bashar al Assad, da settimane assediata dalle truppe fedeli al presidente siriano, che avrà inizio la loro missione. A loro spetterà il compito di valutare se il regime rispetterà il piano messo a punto dalla Lega Araba, per mettere fine a nove mesi di sanguinosa repressione. Per il momento, il capo della missione, il generale sudanese Mustafa al-Dabi, ha detto che il governo di Damasco finora si è mostrato “collaborativo”. Mustafa al-Dabi è già da sabato nella capitale siriana, insieme ad una squadra ristretta di collaboratori, che per due giorni ha lavorato per preparare l’arrivo del gruppo di sessanta giunto in queste ultime ore: secondo il piano, entro la fine del mese, in Siria dovrebbero arrivare complessivamente cento osservatori.
Intanto, sempre la città di Homs, proprio nel giorno di arrivo degli osservatori arabi, è stata nuovamente scenario di lotta e di morte. Sarebbero più di trenta le vittime di ieri, quando i i carri armati hanno aperto il fuoco nei distretti dove l’opposizione nei confronti di Assad è stata più ferrea. La città, infatti, secondo le testimonianze, sarebbe completamente “martellata dall’artiglieria”. Gli oppositori del presidente siriano, inoltre, temono che gli osservatori, arrivati nel Paese dopo settimane di trattative con gli stati arabi, saranno sfruttati per dare un’impressione di rispettabilità al governo che ad altro non servirà che a nascondere l’entità delle violenze.

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di Antonio Formisano
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