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Nuove sanzioni Ue colpiscono ministro e avvocato del regime

Siria: ieri la giornata più sanguinosa

Scontri anche tra lealisti e presunti disertori

Siria: ieri la giornata più sanguinosa
15/11/2011, 12:11

DAMASCO – Si aggrava il bilancio delle violenze in Siria. La giornata di ieri, una delle tante di rivolta popolare contro il regime del presidente Bashar al-Assad, sarà ricordata anche come una delle più sanguinose dall’inizio della protesta. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione dell’opposizione in esilio con sede nel Regno Unito, nel complesso i morti accertati ammontano ad almeno 80, oltre la metà dei quali erano civili. Sono vittime che si aggiungono agli oltre 3500 civili morti da marzo, la stima è dell’Onu, nelle protese contro il presidente.
A mietere vittime questa volta non è stata solo la feroce repressione in atto: hanno contribuito, infatti, anche gli scontri tra soldati lealisti ed ex commilitoni, che hanno disertato per non essere coinvolti nelle persecuzioni a danno della popolazione. Sono 34 i militari governativi caduti nei combattimenti con i presunti disertori, dodici dei quali hanno perso anch’essi la vita.
Intanto, l’Unione europea oggi ha aggiunto 18 persone alla lista dei soggetti colpiti da sanzioni. Lo riferiscono oggi gli attivisti. Tra le 18 persone colpite dalle nuove sanzioni, nell’ambito degli sforzi occidentali per convincere Assad a fermare le violenze, figurano anche vertici militari e dell’intelligence, un viceministro e un avvocato. Il viceministro in questione è quello dell’Interno, Saqr Khayr Bek, che è stato incluso nella lista dei 18 perché considerato “responsabile dell’uso della violenza contro la popolazione civile in Siria”. L’avvocato è Bassam Sabbagh, finito nella lista in quanto consigliere legale e finanziario di Rami Makhlouf, un cugino del presidente che controlla il maggior operatore di telefonia mobile del Paese, Syriatel.

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di Antonio Formisano
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