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Una Ong siriana chiede l’intervento della Lega araba

Siria, la rivolta urla con 200 vittime in meno di un mese


Siria, la rivolta urla con 200 vittime in meno di un mese
12/04/2011, 10:04

DAMASCO - Sono duecento le persone uccise dall’inizio della protesta in Siria, contro il governo autoritario di Bashar al-Assad. Duecento vittime in meno di un mese. A rivelarlo è una delle principali Ong siriane, denominata “La dichiarazione di Damasco”, con una lettera inviata al segretario generale della Lega araba Amr Moussa. Secondo quanto è riportato nella missiva, pubblicata anche dal giornale “Al-Quds Al-Arabi”, in meno di un mese la protesta in Siria conterebbe già duecento vittime, centinaia di feriti e altrettante centinaia di persone arrestate dalla polizia siriana. Proprio in virtù di ciò, la Ong siriana chiede alla Lega araba di intervenire con delle sanzioni nei confronti del governo di Damasco: “Il regime assedia le città- si legge nel documento - e dà la caccia ai civili, nonostante manifestino gridando di volerlo fare pacificamente”. “La dichiarazione di Damasco” denuncia soprattutto “il pugno di ferro” con il quale il presidente Bashar al-Assad ha deciso di rispondere alle contestazioni.
Infatti continuano le proteste in territorio siriano e l’attenzione ricade soprattutto sul fatto che Bashar al-Assad, che si trova a fronteggiare proteste senza precedenti nei suoi 11 anni al potere, abbia deciso di rispondere con un mix di forza (le sue forze di sicurezza hanno infatti sparato contro dimostranti disarmati) e vaghe promesse di alleggerire divieti, come nel caso dell’annunciata sostituzione della legge di emergenza con una legge anti terrorismo. Al centro delle proteste, scoppiate per la prima volta a marzo a Daraa, nel sud del Paese, per poi diffondersi ad altre località, la richiesta di libertà di espressione e la fine della corruzione. La “Dichiarazione di Damasco”, da cui parte oggi la denuncia delle duecento vittime, prende il nome da un documento firmato nel 2005 da importanti figure civiche, islamiche e liberali che chiedevano la fine del regime della famiglia Assad, iniziato nei primi anni 60, e l’istituzione di un sistema democratico.

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di Antonio Formisano
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