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Ditta italiana fornisce strumenti per intercettare e-mail

Siria: l’Italia complice di Assad nella repressione?

Intanto siamo al 34esimo venerdì di protesta: 9 morti

Siria: l’Italia complice di Assad nella repressione?
04/11/2011, 14:11

DAMASCO – Diversi tecnici italiani sarebbero al lavoro in diverse città siriane per installare strumenti che permetterebbero alle forze del regime di intercettare e leggere ogni e-mail in entrata o in uscita dal Paese. La notizia, riportata dal sito on-line del quotidiano “La Repubblica”, si fonderebbe sulle testimonianze di persone informate sul progetto e, qualora dovesse trovare ufficializzazione, significherebbe che il nostro Paese starebbe collaborando in questo modo al fianco del presidente siriano Bashar al-Assad, nella repressione della popolazione civile, che va avanti ormai da diverso tempo.
Autore di ciò sarebbe un’impresa lombarda, l’Area Spa, una società specializzata nel settore della videosorveglianza, con sede fuori Milano, i cui dipendenti starebbero installando un sistema, un sistema di sorveglianza elettronica appunto, che permetterebbe agli uomini del regime di intercettare il traffico internet in Siria. Il contratto, secondo indiscrezioni, varrebbe più di 13 milioni di euro e i tecnici italiani starebbero lavorando sotto la guida dell’Intelligence siriana. Quelle che l’Area Spa sta utilizzando, sarebbero apparecchiature prodotte da aziende americane ed europee, che non avrebbero direttamente rifornito la Siria. Il passaggio, infatti, sembrerebbe essere un altro: rifornita l’Italia di queste apparecchiature, da qui gli strumenti di intercettazione delle e-mail sarebbero stati trasportati in Siria. Questi tecnici italiani sarebbero alloggiati in un appartamento di tre stanze da letto in un quartiere residenziale di Damasco. Nei pressi di uno stadio dove starebbero lavorando al sistema. Sulla faccenda, i vertici della società lombarda preferiscono non parlare.
Intanto, si è giunti al 34mo venerdì di protesta dall’inizio della rivolta contro Bashar al-Assad e nonostante l’approvazione, da parte di Damasco, del piano di pace della Lega Araba, le forze di sicurezza siriane continuano ad uccidere i civili. Sarebbe infatti di 9 persone il bilancio provvisorio delle morti, per il momento, di questa nuova giornata di repressione. Solo ieri l’Onu aveva fatto sapere che da inizio protesta sono oltre 3.000 i morti.

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di Antonio Formisano
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