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La Francia e la Germania condannano le violenze

Siria, sotto assedio Baniyas: 13 vittime nel week end

Manifestazioni anti regime anche all’Università di Damasco

Siria, sotto assedio Baniyas: 13 vittime nel week end
11/04/2011, 17:04

DAMASCO – Non si placa la tensione in Siria per le proteste contro il regime di Bashar Assad. Dopo il bilancio di 13 morti e decine di feriti, registratosi durante il fine settimana, oggi l’esercito siriano ha accerchiato la città costiera di Baniyas. Secondo l’allarme lanciato da attivisti dei diritti umani ben 17 carri armati sarebbero schierati attorno alla città, alla quale, tra l’altro, è stata tolta la corrente. E, riferiscono diversi testimoni, mentre dagli altoparlanti delle moschee risuonano appelli affinchè l’esercito smetta di sparare, le milizie governative aprono il fuoco sui civili, con l’intento di provocare gli stessi manifestanti. A quanto pare, però, dai dimostranti non è partito neppure un colpo. La conferma all’assedio della città di Baniyas arriva anche da uno dei leader del movimento di opposizione, Anas al-Shuhri, che accusa gli uomini vicini al regime di aver aperto il fuoco sui civili e sugli stessi militari, proprio per provocare una reazione armata, nel tentativo di “scatenare scontri settari” con la minoranza alauita. Nello specifico, le forze di sicurezza siriana hanno aperto il fuoco nel quartiere di Ras al-Nabee, aumentando in questo modo il numero delle vittime. Dal canto loro, invece, le autorità siriane denunciano l’uccisione di 9 soldati nel corso di un’imboscata nei dintorni della cittadina costiera. Manifestazioni anti regime sono in corso anche all’Università di Damasco. Numerosi video amatoriali di queste contestazioni sono stati pubblicati su Youtube da attivisti: in uno di questi sono visibili decine di studenti, per lo più maschi, assembrati attorno al riconoscibile edificio della Facoltà di Legge di Damasco, mentre altri mostrano alla telecamera una copia odierna di un giornale governativo. “Dio / Siria / Libertà e basta!”, è lo slogan più scandito dai giovani, oltre a un altro ormai celebre delle proteste siriane: “Uno, uno, uno! Il popolo siriano è uno!”.
Intanto, le violenze degli ultimi giorni in Siria hanno provocato la condanna di Francia e Germania, entrambe ferme nel chiedere a Damasco di mettere fine alle gravi violazioni dei diritti umani. “Le violenze in corso contro i dimostranti sono sconvolgenti e allarmanti” ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert, riportando la richiesta del cancelliere Angela Merkel “al governo siriano e personalmente al presidente Bashar Assad di proteggere il diritto di espressione e di tenere dimostrazioni pacifiche”. Stesso tono per il ministero degli Esteri francese che, tramite una portavoce, ha chiesto alle autorità siriane di rinunciare immediatamente all’uso della forza e “mettere in atto senza ulteriore ritardo un programma di riforme che risponda alle aspirazioni delle popolazione”.

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di Antonio Formisano
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