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Lo slogan: “ il popolo vuole rovesciare il regime”

Siria, un altro venerdì di sangue: 62 morti accertati

Nel pomeriggio i funerali delle vittime

Siria, un altro venerdì di sangue: 62 morti accertati
30/04/2011, 11:04

DAMASCO – “Il popolo vuole rovesciare il regime”: ancora una volta è stato questo lo slogan che ha scandito la marcia di migliaia di siriani scesi in piazza per protestare. Un altro venerdì di sangue si è consumato e a perdere la vita in quello che è stato ribattezzato il “Venerdì della collera” questa volta sono state 62 vittime. Nello specifico, secondo i dati che sono stati resi pubblici dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, a Homs le forze di sicurezza hanno ucciso nove persone, mentre secondo il ministero degli Interni tre poliziotti sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco. E ancora, almeno 35 persone, secondo quanto hanno riferito diversi testimoni, sono state uccise dai proiettili delle forze di sicurezza, che cercavano di disperdere migliaia di manifestanti a Daraa, la città di 120 mila abitanti epicentro della rivolta, di cui è divenuta ormai il simbolo. L’esercito, invece, dal canto suo ha affermato che quattro soldati sono stati uccisi e due rapiti da “un gruppo terrorista”, nella stessa città. A testimonianza di quanto la protesta in Siria stia assumendo toni sempre maggiori di violenza, le decine di filmati video diffusi via internet dagli “attivisti per la democrazia” siriani: non c’è traccia di slogan islamici, ma ci sono certo molte immagini significative. Ad esempio, in molti si possono vedere foto o statue del presidente Bashar e anche di suo padre Hafez, abbattute, e prese a calci dai manifestanti. A far sentire di nuovo la sua voce, inoltre, è il movimento dei Fratelli Musulmani, cheè fuorilegge in Siria: è tornato a farsi sentire, tramite un comunicato in cui rivolgendosi ai siriani ha esortato a “non lasciare che il regime ponga sotto assedio i vostri compatrioti, chiedete con una voce sola la libertà e la dignità,non permettete al tiranno di ridurvi in schiavitù, Dio è grande”. Intanto fonti dell’Unione europea hanno annunciato che è stato trovato l’accordo su un pacchetto di sanzioni contro Damasco, mentre la Casa Bianca ha annunciato sanzioni contro un fratelli di Assad, Maher e altri esponenti del regime.

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di Antonio Formisano
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