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Intanto la missione della Lega si rivela un fallimento

Siria: un kamikaze provoca 25 vittime

L’attentatore si è fatto esplodere vicino a una scuola

Siria: un kamikaze provoca 25 vittime
06/01/2012, 15:01

DAMASCO – Un nuovo attentato suicida sconvolge la città siriana di Damasco, a dimostrazione di come, giorno dopo giorno, la missione della Lega Araba si stia rivelando un flop. A nulla sembra essere servito l’invio di una squadra di osservatori, affinchè monitorassero la giusta applicazione della missione di pace: in Siria, infatti, si continua a combattere e a morire. E anche oggi il bilancio delle vittime, per il momento ancora provvisorio, si tiene alto: venticinque morti e circa cinquanta feriti.
La televisione di Stato ha riferito che l’esplosione si è verificata nel popoloso quartiere di Midan, nel centro della capitale siriana, nei pressi di una scuola. L’attentatore suicida si è fatto esplodere nei pressi di un semaforo. L’episodio ricalca quello avvenuto il 23 dicembre scorso, che causò 44 morti e, come allora, gli oppositori del presidente Assad sostengono che sia stato lo stesso regime a compiere l’attentato. L’attacco, infatti, giunge alla vigilia di una protesta di massa convocata dai gruppi di attivisti pro democrazia, che dovrebbe portare in piazza 50 mila persone. Il regime di Damasco è ormai sotto assedio da quasi 10 mesi, ma ha finora controbattuto con ogni mezzo agli oppositori, trasformando le strade del Paese in un bagno di sangue.
Dal punto di vista diplomatico, invece, si sta rivelando un vero fallimento la missione della Lega Araba. È la stessa Lega Araba ad ammettere che “ci sono stati errori da parte degli osservatori inviati in Siria”, aggiungendo che per far fronte alla situazione sarebbe utile il sostegno tecnico dell’Onu, essendo questa la prima missione del genere per la Lega. Il team di osservatori è stato inviato il 26 dicembre per verificare se Damasco stia rispettando gli impegni del piano siglato con i mediatori dei paesi arabi, che include il ritiro dell’esercito dalle città e la liberazione dei prigionieri. Gli stessi osservatori sono accusati di mancanza di professionalità dai ribelli siriani.

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di Antonio Formisano
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