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Napolitano: "Politiche di prevenzione inadeguate"

Sisma Emilia, 17 vittime. Procura di Modena apre inchiesta su morte operai

Varate misure di emergenza dal Cdm

Sisma Emilia, 17 vittime. Procura di Modena apre inchiesta su morte operai
30/05/2012, 13:05

Sono 17 le vittime del terremoto di ieri in Emilia. In mattinata è stato recuperato ed identificato l'ultimo disperso. Si tratta dell'operaio Biagio Santucci, morto - insieme ad altri tre compagni - nel crollo dell'azienda Haemotronic a Medolla (Modena). La Procura di Modena ha aperto un'inchiesta. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sottolineato l'inadeguatezza delle politiche di prevenzione ed ha invitato a lavorare senza attardarsi in polemiche «strumentali» sulla parata militare di sabato. Cgil, Cisl e Uil hanno rinviato la manifestazione nazionale programmata per il 2 giugno. Nelle aree colpite ferve l'attività dei soccorritori. «Adesso - ha spiegato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli - stiamo mettendo a punto i campi di accoglienza che si stanno realizzando, potenziando anche l'accoglienza alberghiera, confidando che possano aumentare le persone che decidano di trovare alloggio in alberghi anche per alleggerire i campi». Sono in corso di realizzazione cinque nuovi campi, mentre altri sette sono stati potenziati aumentando i posti disponibili. Al lavoro anche la magistratura. Il procuratore capo di Modena, Vito Zincani, ha aperto un'inchiesta sui capannoni caduti per il sisma, definendo «suicida la politica industriale a livello nazionale sulla costruzione di questi fabbricati». L'indagine punta a verificare se sono state rispettate le norme antisismiche previste dalla direttiva regionale del 2003, ma anche se ci siano state negligenze o mancanze nella costruzione e nella progettazione e nel collaudo degli edifici stessi.

Alle 9:00 di questa mattina una scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione nelle province di Modena e Mantova. I comuni prossimi all'epicentro sono Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 8 con magnitudo 3.8. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

LA NOTTATA - Sono state 41 le scosse di terremoto registrate durante la notte nella zona dell'Emilia Romagna colpita in dieci giorni da due violenti sismi di magnitudo 5.9 e 5.8 che hanno causato un totale di 23 morti, un disperso e circa 14.000 sfollati. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle scosse registrate dalla mezzanotte alle 5:15 di oggi la più forte è stata alle 3:54, con magnitudo 3.4 ed epicentro in prossimità dei comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro e di quello mantovano di San Giovanni del Dosso.

«Abbiamo un intero sistema produttivo devastato, con la piccola e media industria che rischia di non risollevarsi più. Da soli non ce la faremo. È necessario che la vicinanza di queste ore si trasformi in una compagnia che dura a lungo, innanzitutto tutto stanziando le risorse necessarie, e poi studiando bene le misure che sono state annunciate per la ripresa produttiva». A dirlo Graziano Delrio, presidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia, in un'intervista al Messaggero. «Occorre trovare delle formule che facciano riprendere a questi imprenditori la voglia di fare imprese e rimettere in piedi le loro aziende», afferma Delrio, secondo cui «in questa prima fase lo Stato si è fatto vedere, ha garantito e assicurato che verrà fatto uno sforzo straordinario». Delrio si dice «sorpreso» dai cedimenti dei capannoni. «Dovevano essere a norma dal punto di vista antisismico e sono venuti giù come castelli di carta. Adesso non è il momento di lanciare accuse ma - sottolinea - è un fatto che deve far riflettere e va approfondito».

«Appare in tutta la sua crudezza la necessità di non lasciare sole le popolazioni e i comuni colpiti, di decidere, insieme alle forme di raccolta e di solidarietà, come cominciare a ricostruire. Occorre farlo subito perché quello che non deve succedere è che passi l'idea che non c'è futuro e non ci sarà lavoro». Così Susanna Camusso, leader della Cgil, in un intervento sull' Unità. «Servono risorse per le popolazioni colpite, per la messa in sicurezza delle scuole, per intervenire sui danni subiti dal patrimonio artistico e per la ricostruzione dei luoghi di lavoro, rimettendoli in condizione di ripartire», ha dichiarato la Camusso. «È necessario non arrendersi e fare di tutto per non disperdere i tanti luoghi di lavoro che costituiscono il grande patrimonio produttivo di quel territorio».

Sono sedici i morti sinora accertati del terremoto nella Bassa Modenese. Lo si apprende da fonti della Protezione Civile. A Medolla è deceduto Paolo Siclari, più altre due persone ancora da identificare sotto le macerie dell'azienda Haemotronic. A Mirandola sono deceduti Mauro Mantovani, Enea Grilli, Eddy Borghi, Vincenzo Iacono e Hou Hongli, cittadino cinese. A Cavezzo le vittime sono Iva Contini, Daniela Salvioli ed Enzo Borghi. A Concordia è morto Sergio Cobellini. A Rovereto di Novi il parroco don Ivan Martini. Con don Ivan Martini, il parroco di 65 anni morto stamani nel crollo della sua chiesa a Rovereto (Modena) c'erano due Vigili del Fuoco uno dei quali è rimasto seriamente ferito. Il pompiere, un funzionario, è stato ricoverato all'ospedale di Mantova con un forte trauma dorsale mentre l'altro è stato medicato per alcune escoriazioni alle braccia. A San Felice hanno perso la vita Gianni Bignardi, Mohamad Azarg e Kumar Pawan.

Addestrati a cercare le persone sepolte dalle frane, abbaiano appena fiutano un disperso aiutando chi li guida ad individuarlo e a recuperarlo. A dare una mano alle operazioni di salvataggio nel modenese devastato dal terremoto, ci sono anche i cani del soccorso alpino. Sono quattro le squadre cinofile entrate in azione, due arrivate da altre regioni, in stretto contatto con la protezione civile che fa base a Marzaglia e con il sistema di emergenza del 118. Attive fin dalla mattina, subito dopo la scossa più forte, le squadre si sono dedicate alle ricerche tra le macerie sotto il coordinamento del vice-responsabile regionale Alessandro Bompani. Alcune persone sono state ritrovate proprio grazie agli animali, impiegati nei più colpiti comuni di Cavezzo e Medolla dove ancora si scava sperando di trovare in vita chi manca all'appello. Oltre ai cani, il soccorso alpino regionale appoggia le operazioni con personale del gruppo speleologico, pronto ad intervenire. Sono specializzati nel disostruire gli ingressi delle grotte, anch'essi esperti negli interventi tra macerie. Per ora vengono tenuti in 'stand by': erano già stati utilizzati durante i giorni del sisma dell'Aquila.
 

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di Veronica Riefolo
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