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L'evento è considerato storico nel mondo dell'editoria

Sito di giornalismo online vince il premio Pulitzer


Sito di giornalismo online vince il premio Pulitzer
13/04/2010, 21:04

NEW YORK - Da anni è diventato quasi un ritornello o un luogo comune: il giornalismo, per sopravvivere, deve rivoluzionarsi. Si parla di new media e di tracollo dei quotidiani cartacei e, gli editori e i giornalisti di vecchio stampo, si dimostrano scettici e convinti che, il cambiamento rivoluzionario, sia ancora molto, troppo lontano per giustificare uno sforzo di rinnovamento.
Eppure, quest'oggi, arriva una notizia che può agevolmente definirsi storica: per la prima volta, infatti, il prestigioso premio Pulitzer assegnato per le opere d'arte, di letteratura ed appunto per i lavori giornalistici, va ad un sito web d'informazione indipendente nato e cresciuto on-line. Nulla di cartaceo ed un progetto no-profit che ha permesso a "ProPublica" di aggiudicarsi l'ambitissimo riconoscimento internazionale dopo solo un anno di attività. La redazione, composta da 32 giornalisti ed inviati (di cui per la verità già 4 premi Pulitzer) e situata a Manhattan, è partita con l'obiettivo poi raggiunto di non dipendere da alcuna proprietà e di proporre un tipo di giornalismo d'inchiesta iper-professionale, libero al 100% e no-profit. Non ci sono editori o sponsor particolari e, il finanziamento di 10 milioni di dollari previsto per il primo anno di attività, è stato concesso da Herbert e Marion Sandler; due noti ed eclettici filantropi che hanno finanziato e finanziano già numerose attività senza scopo di lucro.
Il premio è arrivato grazie ad una mega-inchiesta denominata "The Deadly Choices at Memorial". I giornalisti-investigatori hanno indagato a fondo su numerosi casi di morti sospette verificatesi nell'ospedale di New Orleans subito dopo l'uragano Katrina. Alla fine è stato scoperto che, in diversi casi, i medici incapaci di curare i feriti causati dall'aurgano effettuavano l'eutanasia.
L'inchiesta, realizzata da 
Sheri Fink in collaborazione con il New York Times, è finita sul magazine del famoso quotidiano americano ed ha riscontrato un enorme successo. Da li il passo verso il premio è stato breve ed il team di super cronisti è riuscito a conquistare un risultato storico. E chissà che magari, ispirato dall'egregio esempio, qualche filantropo italiano non voglia rendere possibile anche qui quest'autentico american dream; magari sfidando le regole ammuffite ed imbriglianti e ricordando che, il futuro del giornalismo, è costituito dai vecchi e sempre validi modi di fare inchiesta abbinati all'utilizzo sapiente e capillare del web. Sembra facile a capirsi ma, a quanto pare, è altrettanto difficile ad attuarsi anche perchè, è bene ricordarlo, la diffusione di internet nel nostro paese è ancora infinitamente meno diffusa rispetto a quella che si registra negli States.

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di Germano Milite
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