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Siulp: "in Questura cadono calcinacci mentre la Provincia chiede soldi"


Siulp: 'in Questura cadono calcinacci mentre la Provincia chiede soldi'
23/03/2012, 12:03

Abbiamo letto dell’esistenza di un debito di circa un milione e mezzo di euro, perché a tanto ammonterebbe la somma che la Questura di Napoli dovrebbe alla Provincia per l'affitto della storica sede di via Medina. La Questura ora rischia addirittura lo sfratto. Infatti, nella seduta di giunta di venerdì 16 marzo è stato deciso di agire in giudizio contro il Ministero dell’Interno per promuovere lo sfratto per morosità . Un atto forte senza dubbio.
Ma è altrettanto forte il tonfo prodotto dalla caduta di calcinacci dal solaio del quarto piano della Questura che, ieri, solo per fortuna non ha prodotto dei feriti. Per non parlare del silenzio assordante dei vertici della Questura. Ma mentre la politica percorre la sua strada, non riusciamo a capire – afferma il Segretario Generale del Siulp di Napoli Vincenzo Annunziata- quale strada segue il Questore di Napoli per la sicurezza sul lavoro dei poliziotti. Uomini e donne, lavoratori del comparto sicurezza, che dopo aver subito tagli generalizzati devono subire anche l’umiliazione della chiusura dei bagni per la caduta di calcinacci.
Il Siulp di Napoli, la più grande organizzazione sindacale dei poliziotti, chiede al Questore di Napoli di individuare le responsabilità, visto anche la segnalazione fatta durante un incontro dal Siulp al funzionario del settore, e di intervenire presso la Provincia per le azioni immediate di competenza. Tra l’altro, la segnalazione di caduta calcinacci non è accompagnata da un’adeguata transennatura. Va bene che non siamo su una pubblica via, ma se davvero esiste il pericolo che qualcosa cada dal tetto, forse occorrerebbe qualcosa in più di un cartello per evitare incidenti ai poliziotti Nel frattempo chiediamo al Questore di Napoli di comunicare se la Questura sia agibile e di far usare il proprio bagno ai poliziotti napoletani.
Per il Siulp la vicenda resta comunque imbarazzante, come è sgradevole il silenzio dell’ufficio competente.

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di Redazione
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