Cronaca / Nera

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Scampia, colpo agli Scissionisti. L'elenco dei fermati

Smantellato il fortino della Torre dell'Erba: 13 arrestati


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Smantellato il fortino della Torre dell'Erba: 13 arrestati
18/05/2010, 19:05

NAPOLI – Un vero e proprio fortino, protetto da pannelli di ferro con tanto di feritoie, filo spinato; delle telecamere non c’era bisogno: tutto si poteva tenere sotto controllo semplicemente con gli occhi, da un punto di osservazione privilegiato. E’ la cittadella dello spaccio smantellata questa notte, l’obiettivo dell’operazione condotta dai carabinieri a Scampia, il più grande snodo del narcotraffico del Mezzogiorno, quartiere napoletano attualmente sotto il controllo camorristico del clan degli ‘scissionisti’ del clan Di Lauro, il clan che fa capo a Cesare Pagano e Raffaele Amato.
Dopo un intricato servizio di osservazione e numerosi appostamenti, durante i quali si è lavorato molto anche con binocoli, i carabinieri sono passati all’azione.

I militari hanno raggiunto alle prime luci dell’alba la piazza di spaccio organizzata nella Torre A2, alle spalle della Comunità Sant’Egidio.
La piazza di spaccio, definibile ‘per giovani’, si occupava principalmente dello smercio di droghe leggere. Era diventata uno dei punti di riferimento per chi cercava hashish e marijuana, a buon prezzo e soprattutto al riparo da sguardi indiscreti. L’organizzazione aveva pensato infatti proprio a tutto: i varchi allo spiazzale erano tenuti costantemente sotto controllo, anche con l’utilizzo di vedette, mentre del filo spinato e dei lastroni di metallo, con feritoie per osservare oltre e per consegnare la 'roba', erano stati sistemati per proteggere l’area. La torre, trasformata in questo modo in un vero e proprio fortino per impedire o quantomeno ritardare gli interventi delle forze dell’ordine, era ormai comunemente chiamata “Torre dell’Erba”, a indicare proprio il tipo di prodotto che vi si spacciava. L’organizzazione aveva pensato anche a garantire il business facendo in modo che i clienti potessero essere sempre serviti: lo spaccio era organizzato in turni per coprire l’intero arco delle 24 ore. In manette sono finite tredici persone, destinatarie di una ordinanza di custodia in carcere emessa dal Gip di Napoli per spaccio di stupefacenti continuato in concorso. Ai tredici personaggi arrestati era stato affidato un compito ben preciso. Un intricato e preciso meccanismo, per far funzionare tutto al meglio: c’era chi faceva da vedetta, chi incassava i soldi dagli assuntori, e chi, infine, si occupava materialmente dello spaccio di stupefacenti.

Nell’ambito dell’operazione i carabinieri hanno sequestrato oltre due chili di hashish e marijuana ma anche 4 fucili, 3 pistole scacciacani, circa 180 proiettili. Gli investigatori hanno anche segnalato 22 tossicodipendenti alla Prefettura.

Particolare, nella cittadella dello spaccio smantellata, anche il criterio utilizzato per pagare i pusher. I carabinieri hanno accertato che gli spacciatori ‘semplici’ e quelli celibi erano retribuiti con cento euro al giorno, mentre duecento euro spettavano agli sposati ed ai ‘capi paranza’. Informazioni che sono state raccolte intercettando i colloqui in carcere tra il boss Giuseppe Negri ed i suoi familiari. Sempre dalle conversazioni, inoltre, emerge il disappunto del boss per i continui controlli delle forze dell’ordine; i più ‘fastidiosi’ per la piazza di spaccio erano quelli della compagnia Vomero e quelli della compagnia Stella, autori di numerosi arresti in flagranza nel quartiere.
I timori del boss però non si fermano ai controlli sul territorio. Negri infatti temeva che qualcuno degli abitanti della torre potesse ospitare in casa propria i carabinieri, agevolando gli appostamenti. Durante un colloquio con la madre, Lucia Gagliardi, suggerisce: “Bisogna andare a vedere. Si deve andare a minacciare la gente. Si deve bussare porta a porta”. Le intercettazioni, contenute nell’ordinanza emessa dal gip Nicola Miraglia su richiesta del pm Ivana Fulco, saranno sicuramente al centro di ulteriori accertamenti: emerge infatti il sospetto che qualche appartenente alle forze di polizia possa essersi lasciato corrompere per permettere agli spacciatori di lavorare in tranquillità.

I destinatari delle ordinanze sono: Cerullo Ciro, Cinquegrana Luigi, De Martino Antonio, De Rosa Pasquale, Esposito Gaetano, Mussolino Renato, Negri Giovanni, Negri Giuseppe (già detenuto), Negri Salvatore, Palmieri Angelo, Perrella Giuseppe, Petrecca Salvatore, Rasina Alessandro.  

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di Nico Falco
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LE ALTRE FOTO.
Cerullo Ciro, 14-4-1981
Cinquegrana Luigi, 22-07-1988
de martino antonio 15-11-1985
de rosa pasquale 30-06-1980
esposito gaetano 07-10-1977
mussolino renato 15-07-1986
negri giovanni 31-07-1984
negri giuseppe 29-06-1968 (già detenuto)
negri salvatore 17-01-1970
palmieri angelo 09-12-1989
perrella giuseppe 24-12-1976
petrecca salvatore 04-10-1976
rasina alessandro 21-04-1987