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Smentita della Puliedil S.r.l. su appalti mense gestite


Smentita della Puliedil S.r.l. su appalti mense gestite
03/07/2013, 11:57

NAPOLI - In riferimento alla vicenda indicata in oggetto, la società Puliedil S.r.l. in persona del legale rappresentante Summa Stefano e dei propri difensori di fiducia Avvocati Giovanni Bellerè’ e Riccardo Moschetta del foro di Napoli, intendono smentire categoricamente alcune false notizie di cronaca che si apprendono in queste ultime ore dai siti internet e dai vari TG nazionali e locali.

Nello specifico, si evidenzia che, è emerso che sono state inflitte ben 6 misure cautelari nei confronti dei vertici dell’azienda. Inoltre nel Comune di Val della Torre sarebbe stata fornite carne di origine polacca in luogo di quella piemontese ed in un comune del Nolano addirittura cibo destinato ai topi.

 Le misure cautelari sono soltanto quattro obblighi di dimora ed una sola misura degli arresti domiciliari, oltre ad una misura interdittiva per un soggetto non riconducibile all’azienda. Inoltre per quanto concerne la vicenda relativa alla carne somministrata nel Comune di Val della Torre, si precisa che la stessa si è già conclusa il 6 luglio del 2011 con una sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste pronunciata dal GUP del Tribunale di Torino. In tal guisa la predetta contestazione è palesemente infondata in fatto ed in diritto in quanto l’azienda ha già dimostrato, anche attraverso le argomentazioni difensive del proprio legale di fiducia di essere totalmente estranea ai fatti in contestazione e, in ogni caso, è stata accertata da un giudice terzo ed imparziale l’insussistenza del fatto tipico dei reati di frode nelle pubbliche forniture e somministrazione di alimenti nocivi. In poche parole già è stato acclarato da un giudice di merito che non è vero che la ditta appaltatrice abbia fornito carne o quant’altro ancora non conforme al capitolato. Pertanto l’ennesimo inutile processo della storia giudiziaria italiana si è concluso con un proscioglimento perché il fatto non sussiste, essendo stata dimostrata l’infondatezza dell’accusa.

Per quanto concerne la presunta vicenda secondo cui la Puliedil S.r.l. avrebbe somministrato cibi avariati ovvero addirittura destinati ai topi, si evidenzia che tale notizia è FALSA in  ogni suo aspetto. All’uopo giova sottolineare in primis che le misure cautelari personali eseguite quest’oggi non sono in alcun modo attinenti alla presunta vicenda degli alimenti nocivi ma si fondano principalmente su presunte ipotesi di corruzione e concussione che saranno chiarite nelle opportune sedi giudiziarie. Ad ogni modo per ciò che riguarda concretamente la vicenda degli alimenti nocivi, anche tale notizia è palesemente FALSA proprio perché dalle stesse motivazioni dell’ordinanza di custodia cautelare del GIP di Napoli si evince in esclusivo accenno a tale vicenda (che in ogni caso sarà chiarita in opportune sedi giudiziarie) ma comunque non viene indicato nella predetta ordinanza alcun riscontro oggettivo all’accusa de quo.

Si coglie l’occasione per sottolineare che la Puliedil S.r.l. sin dal 1976 ha partecipato a gare pubbliche con trasparenza e che la stessa aggiudicazione e gestione di ogni appalto è sempre avvenuta nel rispetto delle leggi vigenti. Pocanzi si faceva riferimento al procedimento conclusosi con sentenza con luogo a procedere pronunciata dal GUP di Torino. Orbene altrettanti processi cui si fa riferimento si sono conclusi a Torino, Campobasso, Benevento e Lagonegro con sentenze di assoluzioni nel merito per l’insussistenza delle fattispecie contestate all’Amministratore. Ben inteso che i processi devono svolgersi soltanto nelle opportune sedi giudiziarie e i vertici dell’azienda interessati in codesto procedimento penale che li vede coinvolti chiariranno ogni equivoco. Tuttavia non possiamo esimerci dal sottolineare che se dal 1976 ad oggi la Puliedil S.r.l. è cresciuta il merito è ravvisabile esclusivamente nelle capacità imprenditoriali di chi ha iniziato nel settore delle pulizie per poi proiettarsi, con impegno e professionalità, nella ristorazione collettiva aggiudicandosi lecitamente numerosi appalti pubblici e lavorando sempre con onestà e precisione. Il messaggio che si vuol fare emergere in codesta smentita è quello di una azienda napoletana ovvero con sede in un’area meridionale sempre più afflitta dalla disoccupazione giovanile che è riuscita a garantire un lavoro a ben 600 famiglie e che un procedimento penale del genere inevitabilmente le arrecherà un danno di immagine che potrebbe aver ripercussione anche sul prosieguo dell’attività e quindi sul mantenimento dei posti di lavoro.

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di Redazione
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