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Il suo piano prevedeva il lancio di aerei telecomandati

Sognava di attaccare il Pentagono: agli arresti un 26enne

Aveva già comprato uno di questi droni con esplosivo

Sognava di attaccare il Pentagono: agli arresti un 26enne
29/09/2011, 09:09

WASHINGTON – Il suo sogno era quello di attaccare il Pentagono. Si tratta di un cittadino americano molto giovane, 26 anni, laureato in fisica alla Northeastern University, finito agli arresti perché voleva realizzare una sorta di 11 settembre in miniatura.
Rezwan Ferdaus era appassionato di modellini di aerei e l’accusa a suo carico è quella di aver pianificato di attaccare con piccoli aerei telecomandati, una sorta di droni rudimentali carichi di esplosivo, il cuore di Washington. A sgominare l’operazione è stata l’Fbi e, a quanto pare, lo stesso giovane aveva già organizzato un piano concreto: lo scorso maggio, infatti, era stato a Washington per effettuare un sopralluogo e il piano da lui ideato, secondo la ricostruzione dell’Fbi, prevedeva il lancio di tre di questi velivoli telecomandati dall’East Potomac Park contro gli edifici governativi. Al momento dell’arresto, avvenuto a Framingham, in Massachussets, il 26 enne aveva già acquistato uno di questi aerei telecomandati, con i soldi che gli erano stati forniti dagli agenti dell’unità dell’Fbi, che da tempo lo stavano sorvegliando, con l’obiettivo di tenere sotto controllo la Rete e gli ambienti islamici e poter individuare così eventuali aspiranti jihhadisti.
Come in diversi altri casi recenti, infatti, le autorità federali lo hanno seguito fin dall’inizio convincendolo di essere in contatto con i terroristi veri di Al Qaeda e arrestandolo prima che potesse mettere in pratica il suo piano. In altre parole, Ferdaus credeva di essere in contatto con terroristi di Al Qaeda, ma era invece in contatto con agenti Fbi sotto copertura. Adesso il ragazzo rischia fino a 20 anni di carcere per ciascuno dei diversi capi d’imputazione a suo carico.

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di Antonio Formisano
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