Cronaca / Soldi

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Solofra: la guardia di finanza sequestra immobili e fondo pensione ad imprenditore


Solofra: la guardia di finanza sequestra immobili e fondo pensione ad imprenditore
08/01/2013, 09:47

I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Solofra, coordinati dalla Procura della Repubblica di Avellino, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per “equivalente”, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, nei confronti di un imprenditore che, nel 2007, haomesso di versare I.V.A. al Fisco per un importo complessivo di 107.000 Euro.

L’esecuzione della misura cautelare reale, deriva dallo svolgimento di articolate indagini patrimoniali svolte dalle Fiamme Gialle di Solofra, in seguito alla conclusione di specifiche verifiche nei confronti dell’imprenditore, titolare di una società nel settore dei trasporti di merci.

Sulla scorta dei risultati delle attività ispettive e delle successive indagini patrimoniali, che hanno permesso di accertare i beni posseduti dall’imprenditore, e a seguito della richiesta formulata dal Pubblico Ministero-Dott.ssa Maria Luisa Buono, il G.I.P. del Tribunale di Avellino ha disposto il sequestro preventivo “per equivalente” su beni del valore complessivo di 107.000 Euro, pari alle imposte evase, a garanzia dei crediti erariali.

La misura è stata applicata dalla Guardia di Finanza su nr. 02 unità immobiliari (locali commerciali e magazzini) siti nel comune di Montoro Inferiore (AV) e su nr. 01 fondo finanziario di proprietà dell’imprenditore, che è adesso indagato dall’Autorità Giudiziaria per il reato di omesso versamento di I.V.A., previsto e punito dall’art. 10-ter del D.Lgs. 74/2000.

Il sequestro è stato reso possibile grazie all’applicazione dell’art. 1, comma 143, della  Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (Legge Finanziaria 2008) - che estende anche ai reati tributari la c.d. “confisca per equivalente” disciplinata dall’art. 322-ter c.p. -, ossia, la possibilità, qualora non si possa procedere alla confisca dei beni che costituiscono il diretto profitto del reato, di “aggredire”, comunque, i beni di cui il reo abbia la disponibilità, per un valore corrispondente al profitto del reato.

L’operazione si inquadra nell’ambito del piano di intensificazione dei controlli, avviato dal Comando Provinciale di Avellino, con l’obiettivo di individuare quei contribuenti che, sistematicamente, sottraggono al fisco, in tutto o in parte, i corrispettivi incassati. 

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di Redazione
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