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Somma Vesuviana, fermato presunto esecutore dell’omicidio di Giovanni Guardiglio


Somma Vesuviana, fermato presunto esecutore dell’omicidio di Giovanni Guardiglio
08/01/2013, 14:26

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna e della Stazione di Somma Vesuviana hanno sottoposto a fermo d’indiziato di delitto un uomo di 30 anni, residente a Scisciano, già noto alle Forze dell’Ordine per reati contro il patrimonio, recentemente scarcerato dopo 2 anni di detenzione per estorsione aggravata dall’art.7. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Nola, Dott. Giuseppe Visone, ha emesso il decreto di fermo a parziale conclusione delle prime indagini, realizzate in soli dodici giorni. L'uomo è ritenuto materiale esecutore dell’omicidio di Giovanni Guardiglio. Lo scorso 26 dicembre, domenica pomeriggio, all’incrocio tra le vie Cupa di Nola e Spartimento, al confine tra Somma Vesuviana e Scisciano fu trovato il corpo esanime di Giovanni Guardiglio riverso al suolo con un colpo d’arma da fuoco, letale, che lo aveva attinto alle spalle. Giunti sul posto i militari dell’Arma avevano stretto la rosa dei sospettati e quasi subito portarono alcune persone in caserma, tra le quali il fermato. Quest’ultimo, in libertà da poco più di un mese, era ritenuto personaggio emergente sulla zona per la gestione delle attività illecite tra Marigliano - San Vitaliano - Scisciano mentre Guardiglio, anch’egli noto alle forze dell'ordine e residente da tempo a Somma Vesuviana, lo scorso 26 dicembre era in sella a una moto di grossa cilindrata in compagnia di un conoscente per le vie di Scisciano, alla ricerca dell'uomo.
Il fatto di sangue è avvenuto in corrispondenza del citato incrocio presumibilmente quando la moto sulla quale c’era Guardiglio incrociò la Nissan del fermato. Attimi di tensione, gli spari e la moto che aveva ripreso la marcia, ma Guardiglio, colpito, si accasciò al suolo.
Non è ancora del tutto chiaro il movente o comunque la questione sottesa alle tensione creatasi ma è certamente in atto un riassetto delle strutture criminali sul territorio. Il giorno dell’omicidio non furono trovati elementi sufficienti per eseguire misure cautelari ma ieri, dopo quasi due settimane, lo studio di alcuni dati tecnici e il raffronto con riprese di videosorveglianza della zona hanno aggravato la posizione dell'uomo, in modo da far scattare le manette.

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di Redazione
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