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SOTTO INCHIESTA IL VOTO DEGLI ITALIANI IN AMERICA LATINA


SOTTO INCHIESTA IL VOTO DEGLI ITALIANI IN AMERICA LATINA
17/04/2008, 10:04

Procede a passo sostenuto l'inchiesta aperta dalla Dda di Reggio Calabria sui presunti brogli nel voto degli italiani emigrati in America Latina. I magistrati stanno indagando su alcune intercettazioni telefoniche durante le quali si sarebbe fatto riferimento alla possibilità di contraffare alcune schede inutilizzate, circa 50.000, mai recapitate ai destinatari-elettori, sulle quali sarebbe stato apposto, attraverso il coinvolgimento di consoli onorari ed addetti ai seggi elettorali, il segno sul simbolo PDL.
Una delle telefonate sottoposta al vaglio degli investigatori sarebbe quella tra un uomo d'affari calabrese, Aldo Miccichè, residente in Venezuela e presunto emissario in America Latina della cosca Piromalli di Gioia Tauro ed il parlamentare Marcello Dell'Utri, che nell'inchiesta non risulta essere indagato. In cambio la cosca Piromalli avrebbe dovuto vedersi garantire benefici riguardanti alcuni suoi affiliati in stato di detenzione e alcune somme di denaro.
Contestualmente, nel mirino dei magistrati vi sarebbero anche alcuni presunti brogli denunciati in occasione delle politiche del 2006. L'inchiesta fu avviata in seguito ad un video diffuso on line: i pm della procura di Roma, Salvatore Vitello e Francesca Loy, a maggio si recheranno a Sidney per accertare presunte irregolarità nel voto dato dagli italiani emigrati in Australia nell'aprile 2006. Il testimone, autore del video in questione, è il giornalista ed ex candidato dell'Udeur Paolo Rajo. Nell'ambito della stessa indagine non sono emerse, invece, irregolarità nel voto degli italiani di Belgio relativamente alle politiche 2006. Gli accertamenti, in questo caso, erano nati da una denuncia di europarlamentari di Forza Italia e della Casa delle Libertà fatta presso la procura di Roma. Alla denuncia fu allegato un filmato mandato in onda da Striscia la notizia, girato da un membro della lista Tremaglia, in cui si vedevano un gran numero di schede abbandonate. Le indagini hanno accertato che si trattava non di schede, ma di matrici delle stesse e che il voto era stato regolarmente espresso.

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di Serena Grassia
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